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Dott. Massimo Spattini

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ABITUDINI E RITUALI NELLO SPORT

Claudio Lombardo

 

 

Prima o durante lo svolgimento di una prestazione o di una gara sportiva l’atleta spesso assume determinati comportamenti.

C’è chi esegue un particolare gesto o una specifica azione, chi  ripete qualcosa, chi ancora si concentra cercando di sfruttare il processo di visualizzazione, ecc.

Tutti questi "metodi", di primo acchito, possono sembrare delle stranezze all’osservatore medio,  invece al loro interno posseggono una componente motivazionale molto profonda.

Questi tipi di feed-back, definiti rituali e abitudini, sono il frutto di un’accurata pianificazione (volontaria e non) da parte dell’atleta, rappresentando uno dei tanti specifici fattori d’identità degli sportivi, ossia la coscienza del proprio modo di essere.

Il Rituale (RT) è quel tipo di comportamento ripetitivo che viene attuato da una persona secondo norme codificate.

Esso si basa sulla ripetizione di parole e/o azioni e/o visualizzazioni che sono state inserite in passato nella memoria in modo naturale.

Quando viene eseguito richiama inconsciamente uno "stato mentale alterato" proprio quello che gli sportivi di un certo livello sperimentano prima di intraprendere la prestazione atletica.

E' un tipo di comportamento mentale e dinamico,  che viene innescato e ripetuto attraverso un impulso emotivo sottostante e da determinate emozioni  che creano la dinamicità del dialogo interno, del comportamento o delle rappresentazioni interne riprodotte.

L'abitudine (AB) è, invece,  la disposizione o attitudine acquisita mediante ripetute esperienze.

Secondo Ted Garret  (noto ricercatore e divulgatore nel campo della Programmazione Neuro-Linguistica):

un rituale o abitudine può essere una parola, un gesto, un'azione o qualsiasi altro segnale che sia stato provato e messo in pratica".

I RT non vanno, però, confusi con le superstizioni. Quest' ultime, infatti, sono delle credenze di natura irrazionale legate strettamente alle insicurezze di chi le pratica, sono per così dire dei “sostegni vuoti", effettuati per esorcizzare l’ignoto, ciò che razionalmente non comprendiamo.

 Quando essi diventano “croniche” possono influire perlopiù in maniera depotenziante sulla nostra condotta sportiva: nell’ambito della Pnl esse vengono definite come ”programma negativo”.

C’è da sottolineare, però, che anche le superstizioni a volte potrebbero esserci d'aiuto.

Bisogna, infatti, distinguere tra superstizione negativa (che ci disturba) e superstizione positiva, che può risultare molto utile dal momento che ci convince che stiamo facendo la cosa giusta.

Un esempio del potere delle convinzioni e del concetto di verità potrebbe essere il seguente: ciò che è vero per uno sportivo può non esserlo assolutamente per un altro e se mi convinco che qualcosa (qualche oggetto, gesto, parola,ecc.) dovrebbe essere eseguita prima della prestazione sportiva al fine di dirigermi verso la buona sorte, allora,  proprio quella cosa dovrebbe essere fatta.

Tutto ciò che può essere uno stimolo motivazionale o tutto ciò che può potenziarlo è una possibilità in più che si possiede per raggiungere il proprio obiettivo.

Ma perché i rituali si eseguono con tanta convinzione? E soprattutto perché sono così diffusi nel mondo dello sport?

Il loro scopo è principalmente quello di migliorare la performance attraverso il richiamo e la concentrazione dell’attenzione, per evitare di essere distratti da fattori di interferenza interni ed esterni.

Nello sport essi influiscono sulla nostra capacità di creare uno schema mentale e di azioni atte a prepararci al meglio in vista della prestazione o gara sportiva, per poterla affrontare attingendo il più velocemente possibile dai nostri stati-risorsa.

Nel momento in cui effettuiamo i rituali e le abitudini, ripercorriamo delle tracce neurologiche  (le cosiddette tracce mnestiche) che segnalano al cervello la necessità di una reazione specifica ed immediata, in modo che l’atleta possa “entrare” in quell’opaca dimensione (il cosiddetto stato alterato)  in cui  concentrazione, determinazione ed impegno saranno le risorse a cui principalmente attingerà durante la prestazione sportiva.

Capita, a volte, che i RT affiorano inconsciamente senza una decisione razionale del soggetto. Nel momento in cui si nota che hanno creato in noi delle particolari sensazioni, sprigionando tante energie e facendoci raggiungere un risultato eccellente, allora nelle prestazioni o nelle gare successive si cerca di riutilizzarli, data la loro comprovata efficacia.

Soprattutto in determinate circostanze, come quelle di allarme-stress, qualsiasi rito può andar bene nei limiti in cui diventa, al tempo stesso, uno strumento motivazionale potentissimo, tanto più se è stato riprodotto consciamente ad ogni allenamento.

L’elemento fondamentale dei RT e delle AB va individuato nella loro funzione di restringere il focus di attenzione e incrementare la concentrazione, preparandoci conseguentemente al momento chiave.

Si può affermare che sicuramente, almeno nella fase iniziale, le nostre azioni inconsce sono rituali che si trasformano progressivamente in abitudini, in quanto riusciamo a metterli in atto senza esserne pienamente consapevoli, diventando così parte di noi.

Ecco perché anche sui RT ci si può allenare per creare uno schema mentale che vari a seconda della situazione, distinguendo tra la fase pre-allenamento o pre-gara e quella dell’allenamento o gara stessa.

Inoltre nell’allenamento o nella gara la concentrazione si sostanzia nello sgombrare la mente, anche in considerazione delle notevoli interferenze esterne e interne che vi possono essere nei momenti che li precedono: la gente, il caos pre-gara, i pensieri depotenzianti, la tensione , ecc.

Ma anche durante l’allenamento ad alta intensità capita spesso che i fattori di interferenza aumentino sensibilmente, distogliendo il nostro focus dalla serie che stiamo eseguendo.

Queste "intrusioni" rappresentano dei limiti da eliminare tramite i rituali, poiché quest'ultimi servono proprio a richiamare l'attenzione ed a concentrarsi sul "qui ed ora".

 I vantaggi sono tutti verificabili in gara o durante gli allenamenti e possono essere ottenuti solo attuando delle azioni e, quindi, dei RT in momenti ben precisi.

Se, ad esempio, voglio concentrarmi sull'obiettivo da raggiungere in gara o in allenamento è opportuno farlo inizialmente nella fase che li precede.

Le criticità da gestire in queste fasi potrebbero essere: la mancanza di convinzione, l’insicurezza, la pressione da parte del compagno di allenamento che ci invia input errati, la mancanza di concentrazione,e tante altre.

I RT e le AB sono strumenti straordinari per creare l’opportunità di rilevare e affrontare tali condizioni.

 

Secondo Ted Garret i vantaggi che si possono ottenere dall’ utilizzo dei suddetti strumenti sono:

Richiamare alla mente obiettivi chiari;

  • Concentrare l'attenzione;
  • Caricarsi psicologicamente;
  • Distogliere l'attenzione dalla fatica o dalla tensione pre-gara o pre-allenamento;
  • Determinare un rilassamento momentaneo e istantaneo;
  • Concentrarsi su una sola abilità;
  • Concentrarsi su un momento specifico e particolare della gara o prestazione sportiva;
  • Creare e mantenere l'attenzione sulla prestazione che si sta effettuando;
  • Rimanere calmi e rilassati.

Le caratteristiche operative fondamentali dei rituali e delle abitudini, necessarie per sfruttare al meglio le loro potenzialità ai fini della competizione, sono le seguenti:

  • devono essere semplici e brevi, in modo da poterli utilizzare senza un eccessivo dispendio di energie.
  • uilizzarli ad ogni allenamento, in modo tale da diventare parte integrante della prestazione.
  • bisogna trovarne di particolari per le prestazioni più consistenti o per le competizioni sportive:    
  •  alcuni rituali possono essere utilizzati solo in determinate circostanze, in maniera da agire come forti stimoli motivazionali.
  • devono comprendere elementi cinestesici:cioè devono essere legati a sentimenti, emozioni, sensazioni muscolari e tattili.
  • è necessario prestare attenzione al feedback interno, cioè sentire che va tutto bene, che siamo carichi e rilassati al tempo stesso.

L'adozione di RT e AB può favorire molteplici capacità.

Nella maggior parte degli sportivi alcuni di essi si sviluppano volutamente, ma in seguito si trasformano in abitudini di cui non si è più consapevoli.

Ogni sportivo ha abitudini e rituali differenti, corrispondenti a diversi momenti della performance.

Uno dei rituali più sportivi più celebri è quello dei neozelandesi nel rugby, gli“All Black”, che prima di ogni partita effettuano la Haka, una danza rituale maori che ha un doppio scopo: immergere la squadra in uno spirito di gruppo propizio alla vittoria e, naturalmente, impressionare l’avversario.

Anche nel body building non è raro assistere a rituali eseguiti dai professionisti (e non solo.....).

Lou Ferrigno negli anni 70' , in serrata competizione con Schwarzenegger nel momento della peak performance era solito ripetere ad alta voce il suo nome per aumentare la motivazione e la concentrazione durante l'allenamento, e ad ogni ripetizione vocale aumentava la sua aggressività durante la serie.

Lee Priest indossa cintura,anelli,orecchini,maglie ed altro ancora con lo stampo di superman prima di allenarsi.

Arnold Schwarzenegger ad ogni allenamento posava innanzi allo specchio per automotivarsi, Dorian Yates era solito utilizzare il processo di visualizzazione.

Eddie Robinson durante un'intervista affermò di ricorrere al dialogo interno per aumentare la concentrazione durante gli allenamenti.

Naturalmente, al di là dei rituali dei campioni, se ne possono descrivere tanti altri che vengono impiegati prima o durante gli allenamenti in palestra da tutti gli sportivi che praticano questa disciplina.

Le scelte dei RT sono strettamente personali anche se si può optare per qualcosa che abbiamo visto o sentito e che ci ha particolarmente colpito,come per esempio

 dei mantra vocali (il ripetere per una certo numero di volte una frase o parola che ci motiva) rivolti a modificare il proprio "termostato mentale", ossia quel convincimento di non poter andar oltre un determinato limite autoimposto.

 

Come creare un rituale:

Ecco due attività pratiche, tra le tante applicabili, che possono coadiuvare nel migliore dei modi la "creazione" di uno specifico rituale, da attuare per indurre un condizionamento positivo nell'allenamento in palestra.

 

Attività 1

  • Stabilite un momento chiave nel vostro dell’allenamento che eseguite in palestra in cui un rituale potrebbe esservi d’aiuto.
  • Scegliete un rituale o un’abitudine che risultino appropriati (ad esempio, indossare un abbigliamento particolare, utilizzare un determinato profumo,ascoltare la vostra musica preferita, sistemare la roba da palestra in uno specifico posto, ma anche visualizzare uno scenario motivante o dirvi un qualcosa prima o durante la prestazione sportiva)
  • Eseguite il rituale ogniqualvolta ne avete bisogno.
  • Non utilizzatelo al di fuori dell’allenamento o della gara.
  • Riesaminate regolarmente l’efficacia e l’adeguatezza.
  • Fate in modo che il vostro rituale sembri naturale e spontaneo all’osservatore.

Attività  2

I rituali e le abitudini sono forme di ancore (neuro-connessioni), quindi il metodo per crearli è simile:

  • Identificate lo stato-risorsa che desiderate, ad esempio la concentrazione per effettuare il vostro allenamento, la capacità di tenere duro fino alla fine, la carica mentale prima di effettuare la serie.
  • Decidete quale rituale o abitudine userete per accedere a tale stato. Usate il maggior numero di sensi possibile (sentire la musica che ascolterete in palestra, visualizzare l’esecuzione della serie,percepire il profumo che utilizzate prima di entrare in palestra, ecc.).
  • Visualizzate mentalmente il momento specifico in cui userete il rituale e l’abitudine.
  • Sviluppate e riconoscete la reazione che sarà determinante (sia mentalmente che fisicamente) nel momento in cui utilizzerete quel rituale o quell’abitudine (anche se lo state facendo da sdraiati).
  • Usate il rituale e l’abitudine durante il normale allenamento e valutatene i risultati.
  • Introduceteli in una normale gara.
  • Valutatene regolarmente i risultati.

Anche i rituali hanno bisogno di tempo per funzionare,  ma nel momento in cui entrano a far parte delleabitudinidello sportivo permettono un accesso al proprio potenziale interno molto più rapido.

Sono stati condotti numerosi studi sul “come” far emergere le eccellenti potenzialità che posseggono gli individui-sportivi e sembra proprio che i rituali  e le abitudini siano tra gli strumenti più efficaci che si possano utilizzare.

 

 

Bibliografia

F. Antonelli,letture di Psicologia Sportiva,Roma,1987

Debby Richard,Motivazione:l'arma vincente,2009

Dino Giovannini e Laura Savoia, Psicologia dello Sport, Carocci editore, 2002

Ted Garret, Pnl per lo Sport,NLP Italy,giugno 2008,

 

 

L'Accademia del Fitness magazine

 

 

 

 

 

 

 

www.olympian.it

www.eurodream.it

www.caresmed.it

 

www.vitamincenter.it

 

Nutergia

 

My One Hotel

newvitality.web

 
 

www.lampogas.it

 
 www.powerhousenutrition.it
Aggiornato al: 19 mag 2012

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