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 Presidente

Dott. Massimo Spattini

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ANDATE DRITTI PER LA VOSTRA STRADA

Marco Tullio Cau

 

 

Se il bodybuilding degli anni novanta (con le sue varianti altezza-peso, natural e fitness) sta guadagnando un’accettazione più ampia, il “mio” caro vecchio culturismo era invece decisamente meno popolare...ricordo che, sul finire degli anni ‘70, trovavo più opportuno dire che facevo “ginnastica con i pesi”...

In effetti il culturismo era da molti visto come una disciplina simil-circense, che attraeva personalità patologiche...affette da una svariata tipologia di problemi: da vissuti di insicurezza non meglio specificati a problematiche sessuali a tutti i livelli...e questo sia per i praticanti che per gli spettatori...

Anche se questi estremismi di stampo fondamentalistico non abbisognano di commenti, è indubbio che il culturismo hard sia un’attività estrema, con i suoi pro e contro, che proprio in virtù di questa sua essenza non può che interessare una ristretta cerchia di appassionati, che siano atleti o semplici fans.

Credo che molti dei lettori, per esigenze di tempo, ambizioni o per motivi di genetica, siano maggiormente interessati alla “faccia più rilassata” del nostro sport; ricordo che non sto parlando di un modo soft di intendere il b.b.: si può avere poco tempo a disposizione, si possono non assumere mega-quantitativi di “integratori” e nondimeno ci si può allenare duramente, con grande intensità...e ottimi risultati.

Non tutti, insomma, vogliono pesare 130 kg od avere 50 cm. di braccio...

Proprio perchè la cultura fisica è un’attività non di massa (scusate il doppio senso!) molti tra i più giovani che vi accostano possono subire il fascino di alte discipline più popolari, a livello di appeal sociale: il culturista inveterato continuerà imperterrito ad eseguire serie su serie di “panca”, senza curarsi del “rumore” che esce da quella stanza attigua, riempita di figure colorate...(o, se getterà un occhiata...sarà per motivazioni più prosaiche) ma il novellino potrebbe cominciare a disertare troppo presto la sala pesi, attratto dalle “sirene” dello spinning, del body-pump, dell’aeroboxe...

Non che sia sbagliato, anche perchè una giusta attività aerobica è importante, ma ho visto troppi ragazzi abbandonare prima di aver provato seriamente ad ottenere risultati degni di mantenere vivo il loro interesse per il nostro sport.

Purtroppo, però, il conformismo è una forza sociale molto più pervasiva di quanto si possa immaginare...non ci credete? Eccovi qualche esempio.

Uno degli studi più noti sulla questione risale adddirittura al 1936, anno nel quale Muzafer Sherif mostrò, alle “cavie” dell’esperimento, una semplice lampadina accesa, posta in una stanza buia...essa sembrava muoversi erraticamente, ed infatti i soggetti dovevano stimare proprio la distanza che la luce sembrava percorrere...sembrava, perchè dato che l’oscurità non offre termini precisi di riferimento, un punto-luce fisso appare muoversi di continuo in circolo...un’illusione ottica che prende il nome di “effetto autocinetico”...

Ebbene, finchè i soggetti erano soli nella stanza le stime variavano moltissimo, mentre quando i partecipanti erano tre, sorprendentemente, alla fine le risposte convergevano! Anche dopo un anno, interrogati al riguardo e da soli, questi membri dei gruppi a tre, ribadivano l’opinione comune.

Se pensate che in questo studio l’ambiguità percettiva possa aver in qualche modo influenzato i risultati, che dire della ricerca di Solomon Asch (1951\55)?

In questo caso venivano presentati due cartoncini diversi: in uno vi era una linea di riferimento, nell’altro tre linee chiaramente differenti. Tra i partecipanti, in gruppo questa volta, vi era, inizialmente un accordo totale, tanta era l’evidenza...ma quando alcuni “volontari” (in realtà ricercatori dello stesso Asch) cominciarono ad esprimere opinioni manifestamente errate...il 75% degli intervistati perse la propria obiettività e cambiò opinione in almeno un’occasione ed il 50% in 6 o più tentativi!

Cosa li aveva spinti a fare una marcia indietro così clamorosa? Alcuni avevano paura di apparire ridicoli se avessero dissentito dalla maggioranza, altri letteralmente “non potevano credere ai loro occhi...il gruppo doveva avere ragione”...anche chi aveva perseverato nella stima corretta, aveva comunque riportato sentimenti di stress ed aveva cercato una qualche maniera di riconciliare la propria opinione con quella preponderante.

Altre ricerche molto interessanti sono quelle riguardo il “gruppo di riferimento”...è ovvio che se viviamo in mezzo ad un gruppo ben determinato seguiremo molto di più le opinioni in auge al suo interno, sia esso caratterizzato in base ad età, sesso, razza o cultura, preferenze sessuali, sportive...

Quindi, se anche in cose a prima vista di poco significato possiamo essere influenzati dalla conformità sociale, immaginate quanto possiamo esserlo riguardo un argomento che pertiene la nostra apparenza.

E’ davanti gli occhi di tutti come negli ultimi tempi sia stato possibile assistere ad un vero e proprio boom della chirurgia plastica (uomini e donne) e di sempre nuove tipologie di attività fisica per raggiungere un livello estetico sempre più elevato.

Quanto appena esposto serve a dimostrare l’importanza che ha su di noi l’aspetto esteriore e, lasciando da parte l’aspetto chirurgico, andiamo al campo che più ci tocca da vicino, quello sportivo.

Qualora, ad esempio, tutti nella vostra palestra abbiano adottato un sistema del tipo Heavy duty...ed invece le vostre articolazioni chiedono pietà dopo pochi giorni, sarebbe poco intelligente proseguire solo perchè tutti fanno così: ricordate che il “muscolo” più importante sta fra le vostre orecchie!

Ugualmente, se il più grosso del club cresce a dismisura con la creatina e l’androstenedione...mentre voi ne ricavate solo turbolenze di stomaco ed un’epidermide simile ad un campo di battaglia...sarebbe più salutare passare a qualche altro supplemento!

Se siete dei ragazzi, ed i vostri compagni insistono perchè andiate a giocare con loro a calcetto invece di rinchiudervi in palestra, tenete il punto: se per voi è importante progredire nel vostro training ed avete una tabella da seguire, proseguite dritti per la vostra strada...credere nelle proprie opinioni è segno di carattere.

Se invece le vostre amiche vi tormentano per andare a fare shopping, od al massimo farsi una doccia ed una sauna, allenatevi con rinnovato ardore e pensate che quest’estate la differenza si vedrà...

Ho visto tanti miei clienti scoraggiati dall’accanimento dei colleghi d’ufficio che li bombardano affinchè mangino quella gustosa “carbonara” e bevano quel delizioso vinello...una tantum è non solo permesso ma persino auspicabile...cedere sempre, però, mina la nostra volontà e...allarga il giro vita, allontanandoci dalle mete che abbiamo stabilito.

Certo, a volte è difficile rinunciare ad una passeggiata in centro, ad un buon film o ad una cena in quel ristorantino...ma a trarre vantaggio dalla vostra costanza non sarà, come già accennato, solo il fisico ma anche il vostro “senso del sè”: il riuscire ad imporre a sè stessi delle regole, il crearsi dei traguardi personali è, in questi tempi di mode di massa e di qualunquismo a molti livelli, un’ottima palestra per costruire una personalità “sana”, in grado di fronteggiare più facilmente i problemi che, inevitabilmente, la vita ci impone.

Cominciamo allora dalle nostre abitudini sportive ed alimentari...impareremo ad usare questa costanza anche in altri campi, più o meno importanti.

 

 

 

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Aggiornato al: 2 feb 2012

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