intestazione sito 9

Home CORSI / MASTER INFORMAZIONI DOCENTI ISTRUTTORI MAGAZINE CONVEGNI / Atti GALLERY NEWS DOVE SIAMO

Corsi / Convegni

ISTRUTTORE DI B.B. E FITNESS PERSONAL TRAINER MASTER MONOTEMATICI
RIEDUCATORE FUNZIONALE EDUCATORE ALIMENTARE FITNESS METABOLICO

ARTICOLI

ALIMENTAZIONE INTEGRAZIONE ALIMENTARE ALLENAMENTO MEDICINA ANTI-AGING PSICOLOGIA

 

ACCADEMIA DEL FITNESS

Galleria Crocetta 10/A

43126 PARMA

Tel. 0521.941319

Cell. 333.6793188

Fax 0521.294971

info@accademiadelfitness.com

 

Affiliata allo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) Ente di promozione sportiva riconosciuto dal C.O.N.I.


 Presidente

Dott. Massimo Spattini

www.massimospattini.it

 

 

Articoli - ALIMENTAZIONE

 

LA DIETA A ZONA PER UNA SALUTE MIGLIORE

Giovanni Montagna

 

 

 

Purtroppo o per fortuna, la dieta a zona è stata conosciuta per i suoi effetti dimagranti, ma il vero scopo di Barry Sears era quello di utilizzarla per migliorare la salute delle persone.  In questo nuovo articolo, cercheremo di analizzare come l’alimentazione può migliorare la nostra salute (e di conseguenza la nostra vita). Prima che fosse stata inventata e divulgata la dieta a zona, si parlava di alimentazione come apporto di calorie.   La zona ci ha insegnato a considerare gli effetti ormonali che avvengono nel nostro organismo quando mangiamo e come controllarli per ottenere dei  benefici da loro.  Esistono poi degli pseudo-ormoni (gli eicosanoidi) che da qualche milione di anni risiedono e agiscono nel nostro organismo, che sono stati meglio identificati come orchestratori del nostro metabolismo e quindi del nostro stato di benessere e malessere.  Sono proprio questi che la zona cerca di modulare affinché ne possiamo ottenere solo i benefici.  Per iniziare a descrivere quello che si può ottenere con la zona, bisogna partire da un po’ lontano. L'uomo è comparso circa due milioni di anni fa e i ricercatori osservano che la composizione genetica dell'uomo è cambiata meno dell'1% da quando arrivò sulla scena, 40.000 anni fa, l'uomo moderno. L’evoluzione dell’uomo è avvenuta anche grazie ad un certo tipo di alimentazione ed i ricercatori pensano che sia ancora il modo migliore di alimentarsi. Gli antropologi osservano che il 55% di quanto costituisce la tipica dieta occidentale sono alimenti sconosciuti ai nostri antenati. Tali alimenti comprendono cereali, latticini, alimenti preparati e lavorati, alcol, grassi idrogenati,grassi saturi in eccesso,carne commerciale, sale libero, farina raffinata e diversi dolcificanti. Questa nuova alimentazione ha portato con s’è la sicurezza di avere sempre cibo a disposizione ma anche un mucchio di malattie degenerative su base infiammatoria che raramente si verificavano nell'uomo primitivo ma sono comuni oggi, come le patologie cardiovascolari, i tumori, l'artrite, il diabete e l'obesità. Si pensa che la differenza tra quello che mangiamo oggi e quello a cui siamo geneticamente programmati di mangiare causa come minimo il 75% di tutti i decessi nelle nazioni occidentali.  Un altro spunto che un modo di alimentarsi naturale è più adatto per l'esistenza umana è stato visto nei primitivi che esistono ancora oggi nel mondo: raramente sono grassi, tendono ad essere più muscolosi e più forti del cittadino occidentale medio o del cosiddetto uomo moderno, non soffrono i danni della vecchiaia (aumento della pressione sanguigna, incremento dell'incidenza di tumori, riduzione della risposta immunitaria). Altri studi indicano che quando persone primitive come queste seguono uno stile alimentare più moderno con alimenti lavorati e che sono geneticamente estranei al loro corpo, anche essi contraggono i medesimi tipi di disturbi degenerativi. C’è da tenere conto anche che nel nostro corpo avvengono continuamente reazioni chimiche che portano alla formazione di prodotti "di scarto" detti radicali liberi che, essendo molto reattivi, sono pericolosi per le cellule dell'organismo. Generalmente non si verificano danni di rilievo perché siamo naturalmente protetti da sostanze antiossidanti che ostacolano l'azione dei radicali liberi e ci consentono di mantenere, entro certi limiti, una situazione di equilibrio. Questo equilibrio può alterarsi per un aumento degli agenti proossidanti (fumo, inquinanti atmosferici, abuso di alcol o farmaci) o per una diminuzione delle sostanze antiossidanti: si verifica in questo caso il cosiddetto stress ossidativo, che può essere definito come una condizione nella quale i radicali liberi disturbano l'attività delle cellule e ne minacciano la sopravvivenza. Per mantenere l'equilibrio della cosiddetta bilancia ossidativa, il nostro organismo, oltre agli antiossidanti naturalmente presenti nelle cellule, ha bisogno di altre sostanze antiossidanti che si introducono con un'alimentazione adeguata. La dieta a zona è ricca proprio di questi micronutrienti contenuti soprattutto in frutta e verdura che ne fanno da padrona in questa alimentazione. Essendo poi leggermente ipocalorica, limita la formazione di radicali liberi ed i fenomeni di invecchiamento e le patologie legati ad essi. Altro fondamento legato alla zona ed alla sua capacità di mantenerci in salute sono gli acidi grassi essenziali omega 3. Questi sono conosciuti principalmente per il loro effetto protettivo sull’apparato cardiovascolare, infatti un recente studio condotto su pazienti che avevano già avuto un infarto, ha dimostrato che l'assunzione regolare di olio di pesce riduce notevolmente il rischio di nuovi problemi cardiovascolari e, in particolare, i casi di morte improvvisa, anche se il loro utilizzo può spaziare in molti più ambiti, dai malati di diabete a quelli di sclerosi multipla, da chi soffre di depressione a chi è soggetto alla malattia di Alzheimer, ecc.  Vedete quindi come la dieta a zona unita ad un ottima e calibrata integrazione di omega 3 possa essere utile per una supersalute prevenendo ed in certi casi curando un ampio ventaglio di patologie. Gli omega-3 sono grassi polinsaturi di origine vegetale che tendono a concentrarsi nella membrana delle cellule del cuore e del cervello, proteggendole e stimolandone il funzionamento. Difendono il cuore dalle aritmie, alterazioni del battito che possono portare a blocco cardiaco, riducono i trigliceridi, importante fattore di rischio cardiovascolare, agiscono in modo da mantenere fluido il sangue ed evitare che un grumo di sangue (trombo) ostruisca un'arteria e scateni un infarto o un ictus. Già milioni di anni fa l'omega-3 più semplice, l'acido alfalinoleico (AAL), era presente nel plancton marino, in particolare nelle alghe. Una volta noi riuscivamo a trasformare facilmente l’AAL nella forma più attiva EPA e DHA. Oggi li dobbiamo assumere dai pesci, soprattutto il salmone, le sardine, lo sgombro o da integratori contenenti omega3 di grado farmaceutico che hanno subito particolari processi. La maggiore varietà di frutta, verdura e legumi dei primi uomini comprendeva varie radici, germogli, tuberi e altri alimenti che non si vedono normalmente nel reparto frutta e verdura del supermercato sotto casa. I cereali, d'altra parte, erano consumati o in piccole quantità o non erano consumati affatto, semplicemente perché non si trovavano. I cereali iniziarono ad essere abbondanti a partire dal 1760, dopo che iniziò in Inghilterra la Rivoluzione Industriale. Il punto qui è che molti ricercatori pensano che il corpo umano non si è evoluto abbastanza per processare quantità apprezzabili di cereali. Servono, infatti, da mille a diecimila generazioni per avere modifiche sostanziali del DNA. Un'altra categoria comune di alimenti che i cavernicoli non mangiavano erano i latticini, anche qui perché semplicemente non c'erano. Poiché le loro diete erano tipicamente composte per il 35% di carne, in apparenza non avevano problemi a ricavare una quantità sufficiente di calcio. Perfino gli Eschimesi, i quali praticamente vivono con alimenti proteici e grassi, presentano strutture ossee pesanti senza alcun segno di carenze di calcio. Tutta quella frutta, verdura e radici probabilmente contribuiva anche all'assunzione di calcio. Nessun singolo alimento può, da solo, essere la chiave della salute di una persona, tuttavia consumare una maggiore quantità di pesce, frutta e verdura fresche, olio extra vergine di oliva è uno dei metodi che la maggior parte di noi può adottare per migliorare la propria alimentazione e la propria salute. Tutto questo, assunto in determinate proporzioni, ci serve per tenere a bada quegli eicosanoidi cattivi accusati dell’insorgenza di tutte quelle patologie prima descritte. In questo modo si può equilibrare il rapporto eicosanoidi buoni/cattivi (grazie a un buon controllo dell’insulina) smorzando gli effetti proinfiammatori e dannosi. Associamogli una costante attività fisica ed un po’ di meditazione per tenere a bada lo stress ed ecco la ricetta per vivere a lungo ed in perfetta salute: in tre parole “dieta a Zona”.

 

 


Bibliografia

Eaton, B., et al. (1985). Paleolithie nutrition: a consideration of its nature and current irnpiications. New Engiand Journal of Medicine. 312:283-289.
Eaton, B., et al. (1997). Evolutionary aspects of diet: old genes, new fuels. Worid Review Nutrition Diet. 81:26-37.
Eaton, B., et al. (1988). Stone Agers in the fast lane: Chronie degenerative diseases in evolutionary perspective. Arnerican Journal of Medicine. 84:739-749.
Milton, K. (1999). Nutritional charaeteristics of wild primate foods: do the diets of our elosest living relatives bave les- sons for us? Nutrition. 15:488-98.
Eaton, S.B. (1992). Humans, lipids and evolution. Lipids. 27:814-20.
Crawford, M.A. (1968). Fatty-acid ratios in free-living and domestie anirnals. Lancet. 1:1329-53.
Eaton, S.B., et al. (1996). An evolutionary perspective enhances understanding of human nutritional requirements. Journal of Nutrition. 126:1731-1740

Barry Sears “come raggiungere la zona”, Sperling & Kupfer

Stefanick e coll. Effects of diet and exercise.N.ENG.J Med1998,339:12-20

Weindruch e col.Oxidative stress, caloric restriction and aging.Scientific American 1, 46-52

 

 

 

L'Accademia del Fitness magazine

 

 

 

 

 

 

 

www.olympian.it

 

www.vitamincenter.it

 www.eurodream.it
 www.ryzoom.com

 www.caresmed.it

 My One Hotel
 www.lampogas.it
 www.powerhousenutrition.it
 
 
Aggiornato al: 2 feb 2012

COPYRIGHT © 2011-2012 - ACCADEMIA DEL FITNESS - P.IVA 02371280344 - C.F. 9213150340 - Tutti i dirittti riservati