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LA PROGRAMMAZIONE NEURO-LINGUISTICA APPLICATA AL BODY BUILDING  "I poteri della mente"

Claudio Lombardo

 

 

Dalla lettura delle ricerche, degli studi e delle scoperte  scientifiche  a cui un neofita di qualsiasi sport  può accedere al giorno  d’oggi, si può trarre una mole di informazioni e conoscenze  in grado di  permettere ad ogni individuo di sviluppare ed accrescere al meglio il proprio potenziale atletico  nonché  di raggiungere traguardi sempre più importanti, grandi e prestigiosi.

Grazie anche alla progressiva applicazione  di principi e nozioni  derivanti dalle  evidenze scientifiche (elaborati nel campo dell' alimentazione, dell' integrazione, della cinesiologia, della morfologia,  delle varie metodiche allenanti, ecc.), gli atleti hanno potuto migliorare sempre di più le proprie prestazioni nel corso del tempo.

C’e’  però  ancora un  importante "ingrediente"  che, tra tutti gli altri,  spesso non viene impiegato o viene utilizzato solo sporadicamente e, perlopiù, senza seguire una prassi ben precisa che possa determinare una sua corretta applicazione: il  “mental training”.

Questa  disciplina concerne tutto ciò che può essere migliorato  solo attraverso l’utilizzo di tecniche menali finalizzate allo  stimolo dei  centri cerebrali,  in modo da poter provocare,  oltre che un'intensa  risposta  neurologica da parte dell'organismo stesso,  anche un'amplificazione delle attività di tutti  quei distretti corporei deputati alla secrezione di sostanze ormonali presenti in particolar modo durante le fasi di una  peak performance.

 

Il “mental training"  riguarda  un ampia serie di interventi e percorsi derivanti dal campo della psicologia ed applicabili in ambito sportivo  per  l'ottimizzazione della prestazione individuale.

I principi impiegati provengono  dalle neuro-scienze e risultano  finalizzati :

  • al potenziamento dei punti carenti;
  • all' incremento  dei punti di forza;
  • alla migliore gestione dei momenti di maggior stress;
  • al dominio  dei  propri limiti;
  • alla rimozione di tutte quelle opposizioni di natura psicologica che sopraggiungono durante la prestazione fisica.

L'applicazione di queste tecniche  riveste particolare interesse in quelle attività fisiche  nelle quali e' richiesto un gesto atletico ben preciso e dove i fattori che limitano quest'ultimo sono di natura prevalentemente psicologica.

E’ opportuno, altresì, ricordare  che,  sia per cause genetiche che  per esperienze acquisite (convinzioni, credenze, condizionamenti),  durante una qualsiasi  circostanza o  pratica sportiva  che comporta dei rischi (come ad esempio  l’allenamento con opposizione di resistenza ad alta intensità )  si e' in presenza di stimoli cognitivi (stress psichico ed emozionale) che attivano una fase di “allarme” nell'organismo umano.

Le  fasi di  allarme – stress  possono essere di natura psicologica,  fisica o biologica.

In queste situazioni,  per mantenere l'omeostasi, l'organismo  reagisce  con una  ipersollecitazione  dell'ipotalamo e dell'ipofisi  ed una conseguente, ravvicinata attivazione del sistema adrenergico(il sistema nervoso autonomo ortosimpatico,eccitatori e inibitorio), che  verrà attivato in maniera direttamente proporzionale, non tanto allo stimolo acquisito  (percezione individuale dell’ambiente) quanto  alla sua elaborazione  mentale  (risposta dell’individuo).

In queste condizioni le sollecitazioni dell'asse  ipotalamo-ipofisi-surrene (hpa) causeranno  la produzione di sostanze ormonali stressogene (catecolamine,cortisolo,prolattina,ecc.), in grado di variare le funzioni organiche non dipendenti dalla volontà  (frequenza cardiaca,respirazione,pressione sanguinea,dilatazione pupillare,sudorazione,ecc.).

Queste condizioni potranno apportarci dei benefici nell’allenamento se sfruttate in alcuni momenti e per brevi periodi di tempo ma, se protratte per un periodo eccessivo, ci  condurranno  all'esaurimento energetico  associato ad un decadimento del benessere psico-fisico (e/o della  performance  atletica).

Per una migliore ed efficace gestione di questi stati ed un’ ottimizzazione della prestazione sportiva,  una valida  soluzione  ed un  aiuto molto concreto possono giungere da una disciplina sviluppatasi abbastanza recentemente e  finalizzata essenzialmente alla gestione ed alla risoluzione delle più svariate situazioni che incontriamo nel corso della nostra esistenza, che limitano la progressione ed il miglioramento individuale.

Questa involontaria opposizione alle strategie che noi attuiamo per il raggiungimento della nostra meta e' dettata  prevalentemente dalle nostre  "credenze limitanti"  (cio' che ognuno crede di essere o che crede di cio' che lo circonda), acquisite fin dalla nascita.

La scienza   che dirige le sue ricerche a questi meccanismi cerebrali  e’ la Programmazione Neuro-linguistica (Pnl).

In sintesi, si tratta di una neuro-scienza che indaga i diversi livelli di comportamento e di comunicazione interpersonali e intrapersonali caratteristici del genere umano, ai fini  dell'individuazione e della disamina dei processi cognitivi alla base dei comportamenti,  delle attività di pensiero e delle emozioni .

Per "comunicazione"  si intende anche  l’atteggiamento  che assumiamo di fronte a situazioni  di stress psico-fisico  o nelle quali è richiesto un impegno superiore alle nostre capacità  psico-neuro-muscolari,  poiché  in questi casi  la comunicazione avviene  ad un  livello differente - e  cioè   dall'ambiente all'individuo e dal sistema cerebrale a quello nervoso, cosicché  i dati processati  influenzeranno  i nostri comportamenti.

La Pnl coinvolge un insieme di modelli e tecniche, utilizzando il linguaggio, verbale e non verbale, per indurre al cambiamento delle strategie mentali e del comportamento proprio ed altrui;

Essa può essere anche definita come lo studio della fisiologia (fattori fisici o esterni) e delle rappresentazioni interne (fattori consci ed inconsci) che cooperano in un’interazione cibernetica.

Quest'ultima svolge un ruolo fondamentale in tutto quello che concerne il complesso funzionamento cerebrale:  si tratta, infatti,  di una scienza che si occupa dello studio dei sistemi di controllo automatico,  sia negli esseri umani che nelle macchine.

Ma come si svolge l'acquisizione ed il processamento  delle informazioni esterne a noi?

Questa complessa gestione della maggior parte delle informazioni avviene a livello inconscio. Ad essa "sovrintende" l’emisfero cerebrale destro, che coordina  circa il 95% delle potenzialità  individuali;  il restante (5% circa) viene coordinato dalla parte conscia, presieduta dall''emisfero sinistro - e paradossalmente quest'ultima  e'  la parte  che si utilizza più spesso.

Nel "funzionamento" interno di una persona si possono distinguere più fasi.

In un primo momento avviene la “raccolta dei dati”,  attraverso i sensi. In questo caso si può parlare di un’attività sensoriale conscia, temporanea, limitata, con un necessario susseguirsi da un’informazione all’altra. Segue un’attività  sensoriale inconscia, ininterrotta, simultanea e globale,  che e’ la più ricca.

Dopo la raccolta dei dati (attività percettiva)  si passa ad un’eleborazione interna (attività di rappresentazione) che corrisponde ad una complessa attività , composta di più fasi che avvengono in rapide successione.

Qualsiasi atteggiamento che noi assumiamo, in particolari e diverse situazioni, si carica di numerose valenze che danno luogo nel loro insieme ad un codice, che influenza  il nostro successo nell’ottimale raggiungimento dell’ obiettivo prefissatoci.

Tale codice e’ costituito prevalentemente  dai seguenti elementi :

  • RAPPRESENTAZIONI  INTERNE: ciò che processiamo e visualizziamo in tutte le circostanze che ci circondano;
  • FISIOLOGIA : l'insieme dell'utilizzo del corpo e i messaggi che esso invia all'esterno (gestualità corporea, postura, movimenti oculari, ecc.).
  • LINGUAGGIO INTERNO : tutte quelle informazioni intrinseche (suggerimenti, indicazioni, consigli, idee, ecc.) che originano dal nostro sistema cerebrale.

Proprio quest'ultimo elemento è di grande importanza, perchè  rappresenta per lo piu’  l'anticamera dell'azione ( cioè quella continua comunicazione esistente tra la nostra rete neurologica e il  sistema nervoso ) ed e' in grado di fornirci indicazioni su ciò che "dobbiamo fare o non fare" in determinate situazioni  e, soprattutto (ciò che  interessa in questa sede),  quale  soglia  possiamo raggiungere durante una qualsiasi attività  sportiva indirizzata  al superamento costante e continuo delle performance precedenti.

Ovviamente, tutti e tre gli elementi possono essere organizzati per il  conseguimento di risultati specifici.

La PNL mette in evidenza il legame irriducibile  che esiste tra il gesto comunicativo e il funzionamento neurologico attraverso lo studio del comportamento dell’individuo nonché  dello stile e  il funzionamento mentale che gli individui  mettono  in pratica nelle loro azioni..

Questo comportamento  verra’  acquisito e ripetuto se si domostrera' in grado di farci conseguire  dei miglioramenti.

In caso contrario,  cioe’ qualora dovesse risultare limitante,  potra’  essere modificato o eliminato in base all’ obiettivo da raggiungere.

E’ interessante notare che  ogni nostra rappresentazione interiore  verra'  rispecchiata sulla nostra fisiologia, determinando i nostri comportamenti con evidenti modifiche degli atteggiamenti posturali e gestuali.

Viceversa, quando  la nostra fisiologia si riflettera'  sulle nostre rappresentazioni interne, andra' a determinare  il nostro assetto mentale.

Questo  concetto neuro-fisio-rappresentazionale  può essere utilizzato  a nostro favore  durante l’espletamento di qualsiasi pratica sportiva.

Sollecitando e  "mettendo in funzione"  principalmente la nostra parte inconscia, potremo accedere e sviluppare capacità  che noi stessi abbiamo limitato o  che  sono state limitate da fattori a noi esterni (società, scuola, amicizie, famiglia, ecc.) oppure che prima non sapevamo di possedere.

Tali capacità  potranno cambiare in modo  favorevole  l'attività che abbiamo intrapreso, poichè ogni input  comunicativo  genera una elaborazione cerebrale che porta a trasdurre messaggi  esterni, tramite processi  psiconeurologici  interni di conversione,  in  rappresentazioni mentali.

Ogni stimolo esterno a noi percepibile sotto forma di emozioni, rappresentazioni mentali o pensieri, quindi,  comporta una percezione sensoriale individuale, diversa per ogni soggetto,  che sarà incamerata prevalentemente  nell’emisfero destro.

Gli stimoli, recepiti prevalentemente sottoforma di immagini vengono incamerati ed elaborati in base  alle  nostre credenze,  determinando  cosi’  il nostro stato d'animo e trasferendoci in un ambiente  più o meno  stimolante e motivante.

Quando ci sentiamo carichi, pieni di energie e veramente pronti per affrontare il  duro allenamento in palestra, il nostro atteggiamento, la nostra postura, la gestualità, le nostre rappresentazioni mentali ed il nostro linguaggio interno  tenderanno  ad assumere degli aspetti completamente differenti  rispetto a  quando affrontiamo allenamenti in uno stato di  stanchezza e/o demotivazione.

Osservando ciò che ci  accade  in diverse situazioni, possiamo estrapolare quello  che effettivamente ci potenzia ed escludere  ciò che ci demotiva durante la nostra perfomance.

Il miglior modo per capire come le “persone di successo” possano  raggiungere mete così  eccelse è l’acquisizione di una metodologia che ci permetta di scoprire la struttura che e'  dietro queste esperienze, per poterla ricreare - poiché qualsiasi processo umano e' schematizzabile e riproducibile.

Un  banale  esempio  può essere dato dallo studio della fisiologia,  consistente nell'osservazione di  tutte quelle informazioni (meccanismi) che esprimiamo  attraverso i messaggi non verbali (postura, gestualita’, ecc.)  e    che manifestiamo  inconsciamente  in determinate situazioni,  nonché nell’indagine della relativa connessione che sussiste con la nostra condizione  emotiva.

A situazioni differenti corrispondono, infatti,  meccanismi reattivi differenti.

Così, ad esempio, una  fisiologia  depotenziante,  osservabile durante una situazione di stress, e’  caratterizzata dai seguenti atteggiamenti posturali:

- respirazione superficiale;

- spalle curve (atteggiamento cifotico);

- espressione triste del viso (con gli angoli della bocca all’ingiu’)

- sguardo basso;

- gambe asimmetriche;

- braccia a penzoloni , ecc.....

 All'opposto  una fisiologia potenziante o motivante  sara’ caratterizzata dagli atteggiamenti seguenti:

- petto in fuori e sguardo dritto innanzi;

- spalle dritte;

- espressione aperta e un leggero sorriso sulle  labbra (o, in altre situazioni, espressione sicura e aggressiva);

- braccia accompagnate lungo il corpo;

- gambe aperte alla larghezza delle spalle , ecc.

Applicando questo concetto al body building dovremo accertarci in quale  dei due contesti siamo collocati nei seguenti momenti:

- nelle ore che precedono il nostro pesante training ;

- durante il riscaldamento in palestra;

- prima di eseguire un'ardua serie allenante o durante quest'ultima ;

- nel momento in cui  andiamo incontro all'esaurimento energetico e alla congestione muscolare e comunque

dobbiamo portare a compimento l'allenamento intrapreso  ecc.

Se noteremo più  elementi depotenzianti,   ovvero un atteggiamento di chiusura ed insicurezza, tutto ciò andrà a modificare le nostre rappresentazioni interiori,  facendoci pre-visualizzare un allenamento mediocre e poco fruttuoso, indirizzandoci verso  un’alta probabilità di non conseguire un successo nell’obiettivo prefissatoci.

Specifici esercizi  di Programmazione Neuro-linguistica ci permetteranno di riprodurre una fisiologia potenziante trasferendoci in uno "stato d’animo" molto più produttivo,  abbattendo  i nostri attuali limiti e  procedendo  successivamente  al raggiungimento di obiettivi di maggior rilievo.

Per ottenere un effetto moltiplicatore, sinergico e più efficace  potremo intervenire, oltre che sulla fisiologia,  anche sul nostro linguaggio interno e sulle nostre rappresentazioni mentali, “riprogrammando”  quei contenuti che ci hanno limitato nel raggiungimento dell’eccellenza fisica.

Tutto questo verrà spiegato ed approfondito nei successivi articoli....

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

- R.Dilt , R. Bandler, J. Grinder,j. Delozier; Neurolinguistic programming; The study of the structure of subjestive experience;Roma, Astrolabio edizione 1982.

- Roberto Re , Leader di te stesso 2004, Arnoldo mondadori editore s.p.a.,Milano

- R. Bandler, j. Grinder ,1975, "La struttura della magia" ; ed. Astrolabio, 1982

- Bandler Richard; Usare il cervello per cambiare. L'uso delle submodalita' nella programmazione neuro-linguistica; Roma,Astrolabio, 1986

- Richard Bandler e John Grinder; La ristrutturazione; Roma,Astrolabio

- Vincenzo fanelli; Migliora le tue relazioni con l'enneagramma e la pnl; Essere felici editore, Diegaro di Cesena,2007

- Giovanni Faglia,Paolo Beck-Peccoz; Malattie del Sistema Endocrino e del Metabolismo,VI edizione,2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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