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LE ATTIVITA' MOTORIE DURANTE IL PERIODO EVOLUTIVO
Davide Antoniella
Nonostante i progressi attuali della teoria e metodologia dell’allenamento sportivo, non si può affermare che siano stati dedicate ricerche e studi così approfonditi e numerosi per lo sport giovanile come invece per lo sport di alta qualificazione.
Poiché l’attività fisica e sportiva, opportunamente esercitata, rappresenta un notevole mezzo per favorire lo sviluppo fisico dei ragazzi, la sua somministrazione deve essere precoce, quindi inserita già nei programmi della prima età scolare. Sarebbe infatti auspicabile che in un prossimo futuro, come avviene nella maggior parte dei paesi europei , l’attività motoria occupasse un posto di primaria importanza nell’ambito dell’intero processo formativo che la scuola è chiamata ad assolvere. Oltretutto i risultati di moltissime ricerche scientifiche concordano nel ritenere positiva l’influenza esercitata dall’attività motoria anche nei confronti del rendimento scolastico globale.
Prima di predisporre attività motorie per soggetti in età evolutiva, occorre tener presente le caratteristiche fisiologiche e psicologiche dell’organismo umano impegnato nella crescita.
Ciò è determinante non solo per l’impostazione tecnica di programmi di attività motorie e sportive, che rappresentino effettivamente la dose giusta ed efficace per il miglioramento psico-fisico dei giovani, ma anche per stabilire criteri razionali di valutazione funzionale e di selezione attitudinaria..
Lo sviluppo psico-fisico ha ritmi unici ed è influenzato da molti fattori: i caratteri ereditari, il sistema endocrino, l’alimentazione e l’ambiente sociale.
Il tempo necessario al completo manifestarsi di questi mutamenti prende il nome di periodo evolutivo. Di esso sono state fatte varie classificazioni, tra cui quella piuttosto semplicistica cui ci riferiremo divide l’età evolutiva in 2 parti: infanzia (prima e seconda) e adolescenza (pre-puberale, puberale, post-puberale).
Dobbiamo quindi distinguere nettamente l’attività degli adulti da quella del:
- PERIODO DI INIZIAZIONE(6-12);
- PERIODO DI PERFEZIONAMENTO ( 12-14);
- PERIODO DELLA PERFORMANCE (15-18).
E’ impensabile considerare il bambino come un adulto di dimensioni ridotte e impartire forme di movimento praticate dagli adulti con il semplice accorgimento di ridurre l’entità e l’intensità degli sforzi richiesti.
Bisogna considerare anche che alcuni ragazzi presentano un’età CRONOLOGICA che non corrisponde a quella BIOLOGICA. Non ci si deve allarmare se vi è un relativo ritardo, il problema può porsi se il ritardo supera i 3 anni.
Bisogna comunque affrontare sempre l’aspetto psicologico per il confronto con gli altri.
Qui prenderemo in considerazione la fascia d’età dai 6 ai 12 anni PERIODO D’INIZIAZIONE
La crescita è caratterizzata da due tipi di trasformazioni: una di aumento della massa corporea e sviluppo della muscolatura TURGOR e una di allungamento staturale PROCERITAS. Queste fasi di crescita seguono della leggi auxologiche della alternanza ben precise; alcuni autori definiscono geneticamente l’accrescimento in prevalenza osseo prima della pubertà e muscolare successivamente.
Da 6-7 anni il bambino è in periodo di proceritas. Questo allungamento soprattutto a vantaggio degli arti fa si che il bambino si presenti esili con scarsa muscolatura, con tono muscolare e posturale molto basso, con lassità legamentosa e articolare e torace cilindrico. Il torace cilindrico e la scarsa muscolatura fanno si che le scapole, ossa piatte, non possano aderire al dorso, presentandosi alate, ma ciò non deve essere considerato paramorfismo.
Le ossa sono plastiche in quanto non ancora completamente ossificate e quindi in grado di assorbire meglio alcuni lavori ma dall’altra sono anche maggiormente soggette a deformazione.
Avremo:
· OSSA PIU’ ELASTICHE A TRAZIONI E PRESSIONI (sostanza corticale più spessa ossa più larghe più resistenza del tessuto connettivo)
· TESSUTO LEGAMENTI E TENDINI NON RESISTENTE ALLE TRAZIONI
· TESSUTO CARTILAGINEO E LAMINE EPIFISARIE COMPROMESSE DA TRAZIONI
Molta attenzione deve essere data al controllo posturale.
La scarsa conoscenza del proprio corpo, le difficoltà di orientamento, e di organizzazione spazio-temporale fanno si che l’attività motoria si manifesti con esuberanza di impulsi risultando poco economica e armoniosa.
Ciò è dovuto al fatto che il bambino pur avendo una sufficiente coordinazione ed equilibrio statico-dinamico non ha ancora sufficienti capacità di controllare e guidare il movimento con le percezioni sensoriali, ha poco ritmo.
L’apparato cardio-circolatorio e respiratorio reagisce allo sforzo esclusivamente aumentando la frequenza e la respirazione è incapace di apportare grandi quantità di ossigeno perché la capacità vitale è ridotta essendo le costole ORRIZONTALI limitando la dilatazione della gabbia toracica.
Solo verso i 7-8 anni le costole s’inclinano e aumenta la capacità vitale e l’efficienza respiratoria.
L’attività motoria non deve sottoporre il bambino a sforzi d’impegno massimale e protratto, ma ad attività prolungate, moderate o attività elevate ma brevi.
Da 8-11 anni è L’ETA’ DELLA RAGIONE e L’ETA’ D’ORO DELLA MOTRICITA’ è un momento di pausa del processo evolutivo dove il bambino diventa padrone del suo corpo e delle sue facoltà intellettive.
(I grossi cambiamenti seguiranno nel PERIODO PUBERALE dove possiamo raggiungere aumenti staturali anche di 8-9 cm con crescita prima della ossa lunghe e poi del tronco).
E’ un momento delicato che va controllato in modo particolare per prevenire le varie alterazioni.
La presa di coscienza di se, la quasi completa definizione dello schema corporeo l’aumento del grado di socialità (accettazione delle regole, del gruppo, fine dell’egocentrismo disponibilità per le forme competitive) assieme al rallentamento del periodo staturale che favorisce il recupero muscolare da una buona proporzione somatica-strutturale al bambino. La migliorata funzionalità cardiocircolatoria e respiratoria danno al bambino la possibilità di migliorare la resistenza.
Migliora la coordinazione neuro-motoria la precisione nei movimenti. Tutto ciò permette di iniziare l’attività di avviamento sportivo.
L’AVVIAMENTO SPORTIVO deve essere formativo, mezzo educativo e non certo un fine.
Le continue stimolazioni procurate dall’attività di allenamento portano il bambino ad un’evoluzione e maturazione della propria motricità.
EVOLUZIONE SCHEMI MOTORI AZIONI MOTORIE AZIONI MOTORIE
MOTORIA DI BASE COMPLESSE FINALIZZATE AL GIOCO
I prerequisiti delle capacità motorie sono collegate alla funzionalità:
SISTEMA NERVOSO CAPACITA' COORDINATIVE
STRUTTURE DEGLI APPARATI CAPACITA' CONDIZIONALI
CAPACITA’ CONDIZIONALI
Sono l’insieme delle caratteristiche metabolico-funzionali che consentono all’individuo di realizzare un qualsiasi gesto motorio. Esse consentono di affrontare le attività utilizzando l’energia disponibile.
Dipendono dalle condizioni dell’apparato muscolare, cardiocircolatorio, respiratorio e metabolico-energetico.
Esse risentono soprattutto della spinta puberale.
Le CAPACITA’ CONDIZIONALI sono:
Forza Sistemi Scheletrico, articolare e legamentoso
Resistenza Sistema muscolare
Velocità Sistema neurologico
Mobilità Sistema organico
Sono l’insieme delle caratteristiche metabolico-funzionali che consentono all’individuo di realizzare un qualsiasi gesto motorio. Esse consentono di affrontare le attività utilizzando l’energia disponibile.
Dipendono dalle condizioni dell’apparato muscolare, cardiocircolatorio, respiratorio e metabolico-energetico.
Esse risentono soprattutto della spinta puberale.
LA FORZA
E’ l’essenza della motricità, non vi è possibilità di movimento se non intervengono le forze muscolari per provocarla e controllarla.
LA VELOCITA’ E LA RESISTENZA esprimono il modo e il tempo con i quali il soggetto esprime la propria forza.
LA FORZA è definita come la capacità di un soggetto di superare una resistenza esterna, oppure di opporsi ad essa sulla base di processi metabolici e di attivazioni nervose.
Si suddivide:
FORZA VELOCE
FORZA MASSIMALE FORZA RESISTENTE
Dai 6 ai 12 anni si lavora sulla forza veloce con carichi di lavoro bassi da rendere possibile un’elevata rapidità di contrazione e a volte un buon numero di ripetizioni per incidere sulla forza resistente.Solo con la prima fase di maturazione 13-14 anni ci sono i presupposti per allenare la forza massima.La validità di un allenamento della forza nell’età giovanile risulta da varie necessità:
· debolezze posturali
· maggior sensibilità alla forza veloce
· aumento della forza per movimenti più dinamici e precisi
Allenamenti con sollecitazioni tipiche di un solo sport provocano lavoro unilaterale e per questo incompleto; insorgono squilibri muscolari che favoriscono lesioni e diminuiscono le capacità di prestazioni future.
E’ necessario considerare il sistema muscolo scheletrico ATTIVO e PASSIVO.
L’ATTIVO mostra già dei cambiamenti funzionali e morfologici dopo una settimana; il PASSIVO dopo alcune settimane quindi necessita di un recupero più lungo.
Bisogna considerare:
· tempi di recupero sufficienti dopo lavoro potenziamento
· evitare cambiamenti improvvisi di sollecitazioni
· evitare esercizi con carichi e sovraccarichi sopra la testa fino a 13 14 anni
· evitare sollecitazioni unilaterali
· evitare sollecitazioni STATICHE prolungate perchè ostacolano l’irrorazione sanguigna delle strutture,
· effettuare sollecitazioni DINAMICHE perchè migliorano le strutture
· non applicare con troppa frequenza le stesse sollecitazioni
· evitare esercizi di forza con uso del peso del compagno perchè eccessivo e non controllabile.
Dalla PUBERTA’ il tasso di TESTOSTERONE aumenta di 10 volte e i muscoli incrementano dal 20 al 40%.
Dai 6 ai 10 l’allenamento è caratterizzato dal GIOCO LIBERO e POLIVALENTE (mani piedi); il gioco con le mani aumenta la visione periferica. Il metodo è il DINAMICO, deve essere CICLICO perché non riescono a concentrarsi per molto tempo su un compito.
Si allena la FORZA ISTANTANEA: FORZA PARTENZA, FORZA EXPLOSIVA.
La durata delle sollecitazioni non dovrebbe essere più lunga di 15-20 secondi con recuperi almeno doppi; il ritmo d’esecuzione il più veloce possibile.
RESISTENZA
E’ la capacità che permette all’organismo di sopportare per lungo tempo uno sforzo senza evidenziare cali di rendimento.
Lo sviluppo di questa capacità dipende dall’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, dal potenziale energetico del soggetto e dalla rapidità di reintegrarlo.
L’età giovanile rappresenta un periodo favorevole per la resistenza aerobica, invece non è favorevole allo sviluppo della resistenza anaerobica lattacida perché le capacità di recupero sono minori e inoltre gli sforzi lattacidi provocano un aumento di oltre 10 volte delle CATECOLAMINE (ADRENALINA E NORADRENALINA ormoni dello stress).
Quindi capacità anaerobica minore, recupero minore, fattori di stress notevoli richiedono di evitare esercitazioni di velocità prolungata.
La frequenza cardiaca in uno sforzo fisico crescente aumenta più rapidamente che nell’adulto ma si nota meno la differenza tra sforzi intensi e molto intensi.
Le attività non devono essere monotone con carichi unilaterali evitando qualsiasi elemento stressante.
Per le esercitazioni si consigliano sforzi di bassa o media intensità o sforzi di breve durata di tipo alattacido 3-5”, 20-30 m.
Il metodo è basato sulla CONTINUITA’ O AD INTERVALLI BREVI E INTENSI; le pause devono essere distribuite anche quando i bambini lo richiedono.
Si inizia con corse di 1-2-3’ interrotti da pause di 1’ in cui si eseguono compiti supplementari.
ESEMPI:
· Corse per allenare il senso del tempo 1-2-3’
· Corse a minuti con compiti speciali stabiliti
· Corse a coppie per aumentare il tempo
· Corse miste a coppie con e senza palla
· Corse a 3
· Corse invertite
· Corse con il calcolo del tempo
· Corse a figure libere
· Corse a figure geometriche diverse
· Corse a piramide 1-2-3-2-1
· Corse a diminuzione 5-4-3-2-1-
· Corse con giochi competitivi
· Biathlon corsa di fondo e giochi di destrezza
L’allenamento di resistenza ha buoni miglioramenti su i 13-14 anni.
Bisogna ricordare che i bambini a questa età quando giocano liberamente seguono le attività per tempi brevi ed intensi evitando sempre lo sforzo lattacido rispettando la loro disposizione fisiologica.
VELOCITA’
Il periodo più importante per lo sviluppo di questa capacità è tra i 7 e 12 anni, in seguito modesti progressi potranno essere realizzati soprattutto grazie ad una maggior forza e un apporto del sistema osteo-articolare.
Questi progressi saranno ulteriormente limitati se non si è opportunamente lavorato in età precedente.
Vi è una distinzione tra VELOCITA’ E RAPIDITA’.
La RAPIDITA’ è la capacità di effettuare azioni motorie in un tempo minimo.
La VELOCITA’ collega il tempo con lo spazio.
ZACIORSKIY evidenzia 3 componenti della rapidità:
RAPIDITA’ DI REAZIONE MOTORIA importante tra 8-12 anni
RAPIDITA’ DEL SINGOLO MOVIMENTO importante tra 8-12 anni
-
FREQUENZA MASSIMA DEI MOVIMENTI (qualità del sistema nervoso) importante tra 9-11 anni
A 5 e 7 anni avviene un enorme perfezionamento del movimento di corsa che determina effetti positivi sulla velocità che va esercitata.
Va allenata con più mezzi con esercitazioni che richiedono risposte immediate a stimoli sonori, visivi tattili partendo da varie posizioni per aumentare la destrezza.
Al contrario dell’allenamento degli adulti per i bambini bisogna combinare gli SCATTI a compiti DI REATTIVITA’ E CAMBI DI DIREZIONE.
I tempi di lavoro non devono superare i 7-8”, i tempi di recupero completi e si deve interrompere non appena la stanchezza riduce la velocità.
I lavori devono essere svolti all’inizio dell’allenamento SOTTO FORMA DI GIOCHI con il metodo DELLE RIPETIZIONI e della VARIABILITA’.
MOBILITA’ ARTICOLARE O FLESSIBILITA’
E’ la capacità di eseguire movimenti con un’elevata ampiezza di oscillazione a carico naturale o con sovraccarico.
In essa incide la mobilità articolare che riguarda la struttura articolare e la sua morfologia, la capacità di allungamento che riguarda: muscoli, tendini, legamenti e capsule.
La resistenza all’allungamento non è data dagli elementi contrattili della fibra muscolare ma, dalle componenti TESSUTALI e CONNETTIVALI.
Nei bambini L’OBBIETTIVO è di prevenire a lungo termini gli squilibri muscolari.
Il periodo maggiormente favorevole è da 7 a 12-13 anni.
Bisogna mantenere la flessibilità infantile evitando:
· irrigidimenti dovuti a tendini legamenti capsule articolari
· aumenti del tono muscolare
· avanzare dell’età.
Nei piccoli è importante lavorare di allungamento sui muscoli che tendono all’accorciamento in fase di crescita (articolazione anca e flessibilità posteriore della spalla).
Gli esercizi devono essere proposti in forma ludica e di tipo ATTIVO-DINAMICO rispetto ai PASSIVO-STATICI degli adulti.
A 10-12 anni la mobilità dell’anca, della colonna vertebrale e della spalla aumenta ancora se viene esercitata, invece al contrario comincia a regredire.
Dai 12-15 anni la crescita e i cambiamenti ormonali determinano un peggioramento per gli squilibri che si vengono a creare e gli esercizi devono essere sempre di tipo attivo ma, vengono inseriti gradualmente quelli statici e passivi.
In questa età l’anca è particolarmente fragile e il sovraccarico può provocare:
· il distacco dell’epifisi (testa femore)
· dolori sotto il ginocchio (nuclei di accrescimento)
· dolori tendinei (tallone)
CAPACITA’ COORDINATIVE
Sono le capacità che permettono di organizzare, controllare e regolare le sequenze nelle quali si articola un movimento.
GENERALI
- CAPACITA’ DI ADATTAMENTO E TRASFORMAZIONE
- CAPACITA’ DI EQUILIBRIO
- CAPACITA’ DI REAZIONE
- CAPACITA’ DI RITMIZZAZIONE
- CAPACITA’ DI DIFFERENZIAZIONE
CAPACITA’ SPECIALI
- CAPACITA’ DI ORGANIZZAZIONE SPAZIO- TEMPO
- CAPACITA’ DI COMBINAZIONE
- CAPACITA’ DI ANTICIPAZIONE
- FANTASIA MOTORIA
I migliori risultati nello sviluppo delle capacità coordinative generali si hanno tra 8-13 anni, le speciali collegate maggiormente alla disciplina praticata sono allenabili per tutta la carriera sportiva.
I limitati miglioramenti nelle prestazioni motorie in età post-puberale sono spesso determinati da uno scarso bagaglio coordinativo dell’età precedente.
Una buona coordinazione di base permette di economizzare i movimenti eliminando quelli inutili rendendo efficace l’esecuzione.
Le capacità coordinative vanno allenate con ATTIVITA’ MULTILATERALE in quanto la ripetitività del movimento procura un impoverimento delle capacità coordinative già acquisite anche se questo può stimolare la rapidità dei gesti.
Ecco alcune indicazioni generali:
a) ESECUZIONE DELL’ESERCIZIO IN CONDIZIONI DI PARTENZA
INCONSUETA
b) ESECUZIONE DELL’ESERCIZIO IN CONDIZIONI DI SPECCHIO
c) MUTAMENTO DELLA VELOCITA’ O DEL RITMO DEI MOVIMENTI
d) MUTAMENTO DELLE DIMENSIONI DELLO SPAZIO
e) MUTAMENTO DELLE MODALITA’ DI ESECUZIONE
f) INSERIRE MOVIMENTI AGGIUNTI
g) ESERCIZI COMBINATI
h) MUTAMENTI DELLE RESISTENZE
i) VARIARE LE REGOLE DEL GIOCO
j) VARIARE IL TERRENO DI GIOCO
k) VARIARE COMPITI E RUOLI
l) CAMBIARE LE MODALITA’
m) CREARE SITUAZIONI INCONSUETE CON ATTREZZI
n) CAMBIARE SITUAZIONI DI GIOCO |