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MENTAL TRAINING: PNL e PSICOLOGIA a confronto nello sport Claudio Lombardo
Nei precedenti articoli abbiamo trattato la Programmazione Neuro-Linguistica (Pnl), facendo riferimento a tecniche e pratiche che possono contribuire a migliorare notevolmente i nostri allenamenti in palestra. Abbiamo visto, seppur brevemente, che cos’è la Pnl , come si svolgono gli esercizi ai fini body building, dove e quando è indispensabile attuarli per progredire nella performance sportiva. Adesso cercheremo di capire il Perchè utilizzare proprio la Programmazione Neuro-Linguistica nel Mental Training (MT). I motivi sono tanti e spingono inequivocabilmente a ritenere questa disciplina superiore a molte altre tecniche che venivano utilizzate in passato e che attingevano i loro principi dalla psicologia. Sul punto giova precisare che, sebbene la Pnl prenda parte del proprio contenuto dalla psicologia, essa si estrinseca tuttavia in una serie di tecniche che sono state modificate ed implementate adattandole allo scopo che si prefigge tale disciplina, che è differente in termini procedurali dalla psicologia. Prima bisogna però ribadire che il Mental Training altro non è che un lavoro mentale che svolge lo sportivo. Il contenuto del MT è composto da principi che possono derivare dalla Psicologia Sportiva o dalla Pnl sportiva. Vediamo le differenze tra le due.
Distinzione tra Psicologia e Programmazione Neuro-Linguistica Iniziamo con il dare delle definizioni che ci possano far capire di primo acchito le differenze sostanziali che intercorrono tra le due discipline applicate allo sport. La Psicologia è la scienza che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali (processi cognitivi e processi dinamici). L' AAASP (Association for the advancement of applied sport psychology) definisce la Psicologia dello Sport come lo studio dei fattori mentali e psicologici che influenzano e sono influenzati dalla partecipazione e dalla prestazione nello sport, nell'esercizio e nell'attività fisica, cui segue l'applicazione delle conoscenze acquisite attraverso questo studio quotidiano. Gli psicologi dello sport sono orientati verso due principali obiettivi: (a) aiutare gli atleti a utilizzare principi psicologici per aumentare la performance e (b) comprendere come la pratica sportiva, l’esercizio e l’attività fisica influenzino lo sviluppo psicologico, la salute e il benessere dell’individuo attraverso il ciclo di vita. Tale studio cerca di comprendere le dinamiche interne dell'individuo, i rapporti che intercorrono tra quest'ultimo e l'ambiente, il comportamento umano ed i processi mentali sottesi agli stimoli sensoriali e le relative risposte. La Piscologia offre una vasta gamma di tecniche attuabili dall’atleta per il miglioramento della prestazione sportiva (imagery, thought stopping, Goal Setting ,training propriocettivo, self talk, ecc.).
La Programmazione Neuro-Linguistica, invece, è una disciplina che studia gli insieme di modelli, capacità e tecniche che utilizzano il linguaggio, verbale e non verbale, per indurre al cambiamento delle strategie mentali e del comportamento proprio ed altrui. Nasce come studio dell’eccellenza umana secondo cui ogni processo mentale che utilizza un individuo, grazie al quale riesce a primeggiare in un determinato campo, si puo’ schematizzare e riprodurre per ottenere risultati analoghi. E’ proprio quest’ultimo è uno dei principali punti che contraddistingue la Pnl sportiva dalla Psicologia sportiva. Lo psicologo intervistando lo sportivo di successo gli chiede quali sono le dieci cose che un atleta eccellente dovrebbe fare, cercando successivamente di riportarle al proprio cliente. Il piennelista invece, insegna allo sportivo a ricalcare esattamente l’atteggiamento mentale, il linguaggio del corpo e perfino le parole che utilizza l’atleta di successo: gli insegna, cioè, a comportarsi esattamente come l’atleta di successo, attraverso una vera e propria opera di modellamento. Tutto ciò viene eseguito insieme all’ insegnamento di tecniche piennellistiche sportive, sotto alcuni aspetti simili a quelli utilizzati dalla Psicologia Sportiva.
Il ruolo dello psicologo consiste, in una prima fase, nella valutazione dell’atleta, della sua personalità, della sua stabilità e del suo clima emotivo,della sua capacità di resistenza alle frustrazioni, del suo mondo relazionale, così da ottenere un quadro più completo e rappresentativo possibile della persona al fine del miglioramento sportivo. Ma se, per esempio, nella vita dello sportivo accade un qualsiasi evento che lo porta ad una fase di stallo nei risultati, lo psicologo agisce prevalentemente indagando sul perchè sia accaduto ciò, in modo da poterne trovare la soluzione. Il tecnico della Pnl (Sport Coach), a differenza dello psicologo, illumina il cliente sul come attuare una strategia che gli premetta nell’immediato di far cambiare la percezione di ciò che lo tormenta. Egli non indaga sui fatti realmente accaduti. Non ha, quindi, motivo di chiedersi quali meccanismi abbiano provocato eventuali disturbi emotivi (intesi soprattutto come fasi o periodi demotivazionali), poichè non si interessa alla realta’ dei fatti, ma alla rappresentazione mentale che gli individui ne hanno, a prescindere dai motivi che l’hanno originata, evitando in tal modo tutte quelle valutazioni eseguite nella prima fase dallo psicologo che potrebbero rafforzare eventuali carenze o stati d'animo negativi dell'atleta in questione. Tutto ciò oltre a liberarci da inutili scrupoli legati all’attendibilità dei ricordi, e quindi a rievocare e far emergere stati d'animo depotenzianti, ci permette anche di lavorare in prospettiva futura per comprendere in che modo si potranno strutturare delle immagini mentali motivanti, senza inutili sprechi di tempo.
In tali contesti capire perchè una persona si comporti in un certo modo è piuttosto irrilevante, rispetto al più importante obiettivo di capire cosa faccia per creare gli stati mentali demotivanti e come li mantenga. Un fattore che, a mio parere, è poco efficace, è dato dal consiglio rivolto dagli psicologi sportivi agli atleti di porsi dei traguardi fin troppo reali, al fine di proteggerli da eventuali frustrazioni allorché non conseguano il risultato sperato. L’atleta dovrebbe invece prefissarsi un obiettivo maggiore rispetto alle sue effettive possibilità, convincendosi di riuscire ad ottenerlo, mentre la fase che subentra dopo la competizione sportiva dovrebbe essere posta in secondo piano. L’atleta dovrebbe evitare incertezze, "corde di sicurezza" o piani alternativi che gli possano far evitare una futura frustrazione. Il problema risiede sostanzialmente nel cosiddetto principio di “vie alternative”.
Le vie alternative Nel momento in cui si sperimenta quest'ultima situazione l'atleta si preclude la possibilità di conseguire miglioramenti che, al contrario, possono essere ottenuti solo se l’atleta visualizza uno scenario che va al di là della realtà, privo di qualsiasi forma di sicurezza realizzativa. L’atleta deve essere completamente sicuro delle proprie capacità e non pensare a nessuna ancora di sicurezza. In queste circostanze la mente umana eviterà, per quanto possibile, un eventuale fallimento cercando di raggiungere la prestazione eccellente visualizzata, oltre a sviluppare una maggiore propensione ad attingere l'energia necessaria dai nostri stati-risorsa per un'attivazione dei meccanismi di sopravvivenza. Lo psicologo, analista, saggista e filosofo statunitense James Hillman afferma: "La felicità è l'accettazione dei propri limiti". Tale affermazione ci consente di individuare, più di ogni altra, la linea di demarcazione che separa la PNL dalla psicologia. Accettando i propri limiti, da un lato si preclude l'accesso a nuovi e più grandi traguardi e dall'altro si origina, quasi sempre, la non accettazione di queste soglie che noi tutti possediamo. Dovremmo, invece, confidare completamente in noi stessi e nelle nostre potenzialità, pensando che qualsiasi cosa facciamo e qualunque esito otterremo sarà un risultato e non un fallimento. Inoltre, la maggior parte delle volte, prefissandoci come obiettivo il raggiungimento di un risultato buono, ne otterremo uno sufficiente, puntando all’eccellente raggiungeremo il buono, mirando allo straordinario arriveremo all’eccellente.
In relazione ad branche della psicologia (psicoterapia,psicoanalisi,ecc.), le distinzioni rispetto alla Pnl vengono ad essere individuate nel focus su cui si concentra quest’ultima (vale a dire il dirigere l’attenzione sui risultati e non sul problema da risolvere, concentrandosi primariamente sul risultato per giungere a risolvere il problema e non il contrario), nelle tempistiche (ridotte rispetto ad altre pratiche psicologiche ), nella loro praticità d’impiego (semplice e molto efficace).
Pnl e Psicologia per la cura degli stati d’animo improduttivi La Psicologia e la Pnl trattano la cura dei disturbi psichici, e alcuni dei principi impiegati per liberare il paziente da queste alterazioni sono applicati nello Sport. Secondo la mia opinione questo avviene perché nello sport in generale e, più specificatamente, in determinati sport come il Body Building, in determinati momenti (come gli istanti che precedono l’esecuzione della performance o gara sportiva), l’atleta sperimenta uno stato psicologico "alterato" riscontrabile, in gran parte, anche in quei soggetti che soffrono di disturbi mentali. In queste circostanze il biochimismo corporeo dell'atleta viene modificato sensibilmente. Il raggiungimento di quest’opaca dimensione porta l’individuo ad alterazioni della propria modulazione ormonale. Serotonina, dopamina, cortisolo, prolattina ed endorfine, sono solo una parte degli ormoni che subiscono variazioni della loro concentrazione nel torrente circolatorio. Inoltre, il meccanismo mentale dell’alterazione psichica nelle fasi di allarme-stress si lega alle dinamiche da ricompensa, portando l’individuo ad un aumento o ad una diminuzione dell’appagamento dopo l’attività o gara sportiva. La “cura” di stati d’animo improduttivi dell’atleta è uno dei fondamentali obiettivi che si prefigge la Pnl Sportiva . L’allenamento mentale dell’atleta, peraltro, non si dovrebbe limitare soltanto ad un miglioramento dei fini prestativi, ma deve essere concepito in modo tale da condurre l'atleta ad uno stato di igiene psico-comportamentale continua: anche l’equilibrio mentale dell'atleta che sa benissimo come affrontare l'allenamento e ha dimestichezza con tutte le tecniche possibili ed immaginabili di mental training per implementare la prestazione sportiva, infatti, verrà influenzato con conseguenze negative nella performance sportiva, se c’è qualcosa che lo turba nella vita di ogni giorno (lavoro,problemi economici,fobie,ansia ecc.).
Le ghiandole che producono gli ormoni dello stress saranno maggiormente attivate, con tutta la cascata di eventi dannosi che comportano sia alla nostra salute che alla nostra attività sportiva. Se prendiamo il caso delle fobie (a cui gli sportivi non sono immuni), che sono tutt'oggi tra i casi clinici piu' difficili da trattare, si può notare come possono passare mesi o addirittura anni per guarire con i metodi tradizionali. La PNL offre, invece, delle tecniche che possono liberare dalle fobie in una sola sessione terapeutica.
Negli anni in cui Bandler fondò la Pnl curando le fobie con tale disciplina, gli psichiatri e gli psicologi erano molto scettici e continuavano a dirgli che i cambiamenti dovevano essere lenti e dolorosi.
Tuttavia, molte volte basta una sola frase, la lettura di un libro o un consiglio di un amico, per cambiare in un istante la percezione di quello che può essere per noi il mondo reale: senza che ce ne rendiamo conto, accade qualcosa che cambia i nostri schemi chiudendo le porte al problema e aprendo la via alla soluzione. La Pnl dirige la sua attenzione a tali fattori. Simili risultati fino a poco tempo fa per la psicologia erano impossibili.
Un richiamo a questo concetto viene ripreso nella prefazione del libro “Pnl e libertà” di Owen fitzpatrichs: “ In veste di psicologo, posso affermare che, più passa il tempo, più ci rendiamo conto che solamente adesso le più recenti scoperte e ricerche nel campo della psicologia del cambiamento stanno mettendosi in pari con le idee di Richard Bandler. Solo oggi stiamo accettando l’idea che il cambiamento possa avvenire rapidamente e con molta più facilità di quanto non avessimo creduto finora. All’inizio degli anni Settanta, Richard Bandler e John Grinder svilupparono una disciplina che battezzarono Programmazione Neuro-Linguistica. Da allora, Richard ha continuamente ampliato le sue idee, spingendosi al di là di ciò che veniva considerato possibile, e oggi giorno il suo lavoro è oggetto di studio in università, ospedali e aziende in ogni parte del mondo. La PNL ha rivoluzionato il nostro modo di comprendere l’essere umano e la nostra percezione di cosa sia possibile realizzare imparando a controllare la nostra mente. Una volta, ad esempio, la rimozione di una fobia da parte di uno psicologo di una certa esperienza richiedeva sei mesi di duro lavoro. Oggigiorno, semplicemente applicando le tecniche sviluppate da Richard Bandler, è possibile eliminare completamente la maggior parte delle fobie in meno di un’ora, mentre per le semplici paure e i timori quotidiani è questione di pochi minuti, se non di qualche secondo ”
Pnl body building e vita quotidiana? Il significato più intimo della Pnl è quello di far emergere delle potenzialità, delle eccellenze immanifestate che ognuno di noi possiede. Questo concetto è validissimo anche per il Body Building. La stragrande maggioranza delle persone è paralizzata davanti all’idea di andare oltre i propri limiti o diventare sportivi di successo, perché questa tipologia di obiettivo non è allineata con quello che “hanno creduto” (credenze) essere le proprie potenzialità. La Pnl offre un manuale di istruzioni delle capacità del cervello umano (inteso come sede dei processi mentali), che spiega e ci rende in grado di intervenire in quei meccanismi complessi azionati dai nostri centri cerebrali in determinate circostanze. Essa si propone come una metodologia di "studio della struttura della percezione soggettiva", al fine di aumentare le scelte possibili e migliorare enormemente la qualita' della nostra vita (sia intesa come vita quotidiana,familiare, lavorativa o sportiva)". Nell'ambito del body building, la Pnl può migliorare la nostra prestazione fin dalla prima sessione di MT. Applicando le sue innovative tecniche, riscontreremo fin da subito enormi benefici: aumento della forza, maggiore determinazione e aggressivita' durante l'esecuzione delle prestazioni muscolari, percezione differente dell'ambiente fisico durante i giorni in cui la motivazione e' in calo, gestione e controllo dei momenti di maggior stress, modifiche dei nostri stati d'animo depotenzianti, manipolazione submodale dei propri pensieri, migliore qualità di vita, ecc. Un approccio di MT dovrebbe offrire un miglioramento a 360° nell'atleta, cioè in tutti quei fattori che coadiuvano all'ottenimento di una prestazione e/o forma fisica "superiore" .
Critiche (infondate) alla Pnl Come ogni nuova disciplina , la Pnl è stata soggetta a critiche rivelatesi, ad un’attenta analisi, alquanto superficiali. Molti erano scettici in quanto ritnevano che risultati rapidi e permanenti che la Pnl consentiva di ottenere rappresentassero una "soluzione temporanea". Avendo loro, invece, dovuto studiare anni ed anni per ottenere successo e riconoscimenti accademici nei propri settori, sentivano la Pnl come una minaccia. Gradualmente,attraverso gli anni Settanta e Ottanta , la Pnl venne usata maggiormente e in ambiti più ampi. Cio' avvenne in parte perchè le persone che la sperimentavano si rendevano conto che essa produceva risultati concreti. Alcuni obiettano che la Pnl non sia una scienza bensi’ una pseudo-scienza. Tale critica è destinata a venir meno ove si consideri quanto segue. Dal punto di vista etimologico, la parola "scienza" deriva dal latino "scientia", che significa conoscenza. Orbene, secondo opinione comune, « Una delle preoccupazioni della scienza è di sviluppare una teoria che spieghi come una determinata cosa funzioni». La scienza è, infatti, caratterizzata dall'utilizzo del cosiddetto metodo scientifico o, meglio, dai metodi scientifici. Il metodo scientifico è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Tuttavia la PNL non ama il metodo scientifico. "Le teorie scientifiche sono metafore sul mondo, non sono vere. Sono un modo di pensare sul mondo...". Cosi ad esempio, il test psicologico (facente parte del metodo scientifico) è uno strumento di misura, come lo è il metro per misurare la lunghezza in fisica. Il problema insito nella misurazione in psicologia è dato dal fatto che l'oggetto che si ha intenzione di misurare spesso non ha caratteristiche fisiche dirette e concrete, ma è un costrutto teorico. Basti pensare alla "determinazione", che è un costrutto teorico, non misurabile poichè non è un oggetto fisico: coerentemente, si dovrà affermare che il test psicologico somministrato differenzia le persone più determinate da quelle meno determinate in base ad un certo tipo di definizione di determinazione. Per questo motivo le teorie della Programmazione Neuro-Linguistica non vengono definite scientificamente corrette. Il problema, tuttavia, non risiede nella loro validità scientifica, bensì nella loro utilità pratica. Sotto questo profilo bisogna oggettivamente riconoscere, anche sulla base dei dati statistici e della sua notevole capacità di diffusione nei svariati ambiti di applicazione, che la Pnl dalla sua creazione (avvenuta negli anni 70’) è cresciuta smisuratamente, con una viralità tale da contagiare il mondo intero. Oggi la PNL viene usata principalmente da praticanti delle forme di psicoterapia e psicologia parascientifica, soprattutto legati agli ambienti dell'ipnoterapia, del life coaching e della formazione aziendale. Specificatamente nella cura di fobie,depressione,ansia,traumi e disabilità di apprendimento. Essa è oggi una disciplina che riunisce vari ambiti dello studio della comunicazione umana e si propone come strumento per influenzare fattori quali l'educazione, l'apprendimento, la negoziazione, la vendita, la leadership, il team-building. Ha trovato applicazione anche nei processi decisionali e creativi, nello sport e nel counseling. Per completezza occorre precisare come l’impostazione teorica della Pnl appare influenzata anche da alcune correnti filosofiche quali: costruttivismo, relativismo ed ermeneutica. Nella Pnl, infine, vengono integrati parte dei contenuti di discipline e scienze come psicologia,cibernetica, scienze comportamentali,informatica, pragmatica delle comunicazioni, grammatica trasformazionale. Anche se essa non è considerata una scienza può, all'occasione, venire in aiuto alla scienza e al ricercatore (come già succede nella psicologia e nella fisica quantistica), fornendogli idee e prospettive per inquadrare i problemi; o può addirittura, col crescere del sapere di sfondo, diventare scienza. Quale Coach Sportivo ritengo che i principi della Psicologia e quelli della Pnl non siano contrastanti, ma complementari, e vanno tenuti entrambi in debita considerazione affinchè si possa avere una conoscenza più approfondita del funzionamento e delle capacità della mente umana.
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