SPORT COACH E COACHING SPORTIVO
Claudio Lombardo
La Programmazione Neuro-Linguistica in ambito sportivo sta progredendo e diffondendosi sempre più.
Negli Stati Uniti la stragrande maggioranza delle squadre e degli atleti di livello ha il proprio “Sport Coach” .
Ma chi è il Coach Sportivo (o Mental Coach)? E soprattutto cosa fa?
Un Coach è letteralmente un veicolo che trasporta una persona o un gruppo di persone dal luogo di partenza al luogo d’arrivo desiderato tramite la messa in pratica del Coaching Sportivo (o Sport Coaching), cioè quel processo mentale (Mental Training) attraverso il quale si aiutano individui o gruppi di persone a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità di performance.
Lo Sport Coaching è un’ attività di Personal Coaching, che lavora su obiettivi sportivi finalizzati a migliorare le proprie potenzialità sia durante gli allenamenti che durante le gare.
È una sorta di “allenamento mentale” per massimizzare la concentrazione, la determinazione, la motivazione e per gestire- tamponare le fasi di allarme-stress, conseguendo così risultati eccellenti.
Tipici esempi in ambito sportivo si riscontrano in tutte le situazioni in cui si vuole ottenere il miglior risultato dalle proprie prestazioni.
Il Coaching pone una particolare enfasi sul cambiamento generativo, che si concentra sulla definizione e sul raggiungimento di obiettivi specifici, piuttosto che sul tentativo di risolvere problemi e conflitti interiori.
Come disse Richard Bandler : “ il Coaching è per persone normali che vogliono migliorare, migliorare e migliorare ”.
Il Coaching Sportivo si fonda principalmente su un modello di allenamento sportivo volto a sviluppare la consapevolezza (o competenza conscia) delle proprie risorse e abilità.
Ogni prestazione è il risultato che un’atleta ottiene dalla propria preparazione atletica sommata alla propria capacità di accedere allo “stato mentale” adeguato ad una performance.
Le abilità, gli strumenti e le tecniche più comuni della Pnl utilizzabili nel coaching comprendono:
stabilire obiettivi e risultati ben formati, codificazione e sistematizzazione comportamentale degli sportivi di successo, gestione degli stati interiori, assunzione delle diverse posizioni percettive, identificazione dei momenti di eccellenza, mappatura delle risorse e acquisizione di un feedback di alta qualità .
La metodologia del Coaching è centrata fortemente sul risultato piuttosto che sul problema, aiuta le persone a sviluppare nuove strategie di pensiero ed a realizzare prestazioni più efficaci, trasmettendo la consapevolezza sull'obiettivo da raggiungere. Specificamente il Coach ne facilita i passaggi, sviluppando nell'individuo la motivazione necessaria ad affrontare la situazione in oggetto, aiutando la persona ad individuare le strategie più adatte all'ottenimento del risultato atteso e, talvolta, sostenendo il cliente durante il suo lavoro o la sua prestazione.
Durante gli incontri di Coaching si è soliti assistere a momenti di cambiamento molto significativi ed è per questo che molti professionisti-sportivi si affidano alla figura del coach.
Il coach è uno straordinario facilitatore di risultati, è un allenatore in un contesto diverso perchè si focalizza sull'allenamento mentale, sulla forma psicologica e sulla "forma dei talenti latenti”, aiutando l’atleta ad andare oltre e ad esprimere il meglio di sé stesso, affiancandolo alla scoperta delle capacità o potenzialità inutilizzate.
Solitamente si lavora su tematiche scelte dal cliente stesso. La più comune è imparare a gestire al meglio la propria mente durante l'allenamento, prima e durante la prestazione (ma non solo).
Non è un caso che tutti i grandi atleti abbiano un allenatore: qualcuno che li aiuti ad allenarsi, imparare, migliorare e prepararsi fisicamente e tecnicamente per l'evento sportivo. Come afferma Roberto Re (uno dei massimi esperti di crescita personale e motivazione): ” Il miglior centometrista al mondo ha bisogno di un Coach, non perché il suo Coach sa correre più veloce di lui, altrimenti sarebbe lui il più veloce al mondo. Non ha bisogno di insegnargli a correre meglio bensì ha bisogno di un supporto strategico e tecnico-mentale ed una visione esterna rispetto a quella che ha lui per poter portarlo a dare il massimo di se stesso”.
Questo perché quasi mai il fallimento di un obiettivo deriva da fattori fisici o tecnici ma prevalentemente dall’atteggiamento mentale che lo sportivo possiede nei confronti della prestazione e nelle fasi di allarme-stress.
I grandi campioni sono diventati tali grazie ad una preparazione completa: fisica, tecnica e mentale. Ci sono tanti atleti che si sono affidati a questa figura professionale, tra cui: Andrée Agassi (tennis), Sally Gunnel (campionessa del mondo 400 metri ad ostacoli) , l'equipaggio di America3 (vela), i Sant’ Antonio Spurs (Basket) e molti altri atleti e squadre in tutto il mondo.
Anche in Italia atleti del calibro di Beppe Signori (tre volte capocannoniere nel campionato di calcio italiano serie A), Jury Chechi (medaglia d’oro nella disciplina degli anelli), Gianluca Genoni e Umberto Pellizzari (recordman apnea) e allenatori come Carlo Ancellotti (allenatore del chelsea) si sono affidati ad un Coach Sportivo o comunque nelle loro interviste sottolineano l’importanza della componente mentale per ottenere il successo.
Nel Body Building l’esempio più eclatante è dato da Joe Weider, che nel suo libro “ Body Building Sistem ” dedica intere sezioni ad argomenti quali: motivazione, atteggiamento mentale positivo, obiettivi, successo nello sport,ecc. Inoltre nei suoi discorsi in pubblico, fin dagli anni 70’ , evidenzia l’importanza del lavoro mentale e delle proprie capacità interiori per raggiungere il successo.
E’ evidente che per migliorare il proprio fisico è necessario allenarsi, ma per raggiungere grandi prestazioni ci si deve affidare per forza di cose anche all’allenamento mentale, ma durante la lettura di riviste, libri e vari articoli del settore oppure durante le interviste dei giganti del body building non
Prestiamo la dovuta attenzione a tematiche come queste, in quanto siamo portati a restringere il nostro focus alle informazioni inerenti l’alimentazione, l’integrazione o l’allenamento, scartando a priori ciò che pensiamo sia scontato o superfluo. Eppure ogni professionista sportivo menziona
il fattore mentale durante le interviste, inoltre esistono un’infinità di ricerche sull’influenza che può esercitare la mente sul corpo e nel resto degli ambiti della nostra vita (lavorativo, familiare, sociale, ecc.).
Pensiamo all’effetto placebo o allo stimolo del meccanismo istintivo di sopravvivenza, atteggiamenti che possono dar luogo ad eventi così poco comuni da essere ritenuti fenomeni senza una spiegazioni plausibile, con la conseguenza di attribuire tali accadimenti a cause esterne (casualità, religione, ecc.) piuttosto che a loro stessi.
La verità è che la nostra mente può far accadere dei veri e propri miracoli nella nostra vita in modo così veloce da impedire la naturale comprensione dell’evento stesso.
La bravura del Personal Coach Sportivo risiede proprio in quest’ aspetto. Per riprogrammare efficacemente la mente di un atleta si inizia con l’aumentare il suo convincimento di saper e poter fare una determinata azione al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato.
Va, sottolineato tuttavia che in questo processo riveste una particolare importanza la capacità del coach di scegliere ed attuare le tecniche giuste, senza le quali sarà del tutto inutile essere convinti di riuscire nel nostro intento. Per questo motivo gli sportivi di successo riescono ad accedere velocemente ai propri stati-risorsa, ma ahimè, essi rappresentano soltanto una piccolissima percentuale (circa il 3%) di tutti gli sportivi che si pongono l’obiettivo di primeggiare.
L’atteggiamento mentale dei campioni ha, infatti, una struttura. Il comportamento dei campioni dello sport è determinato dalla capacità sistematica di trasformare i limiti in possibilità e dalla abilità di accedere completamente al proprio potenziale nel momento della gara. Il Coach Sportivo studiando tale struttura fa sì che il cliente possa modellarsi ad essa in modo da ottenere risultati analoghi.
Ciò naturalmente non vuol dire che seguendo le tecniche sopra descritte si diventerà sicuramente Mr. Olimpya, ma è comunque altamente possibile diventare la propria versione di esso!
In altre parole,è possibile modellare alcuni aspetti vincenti e incorporarli nel proprio approccio.
Si tratta di filtri, o modi di vedere il mondo, che aiutano a spiegare perché le persone fanno (o non fanno) certe cose.
E’ interessante notare che lo sportivo di successo sarà giunto in molti casi a quei risultati poiché affiancato da un Coach che lo ha spinto in quella direzione: ma questo, spesso, non viene neanche menzionato nelle loro vittorie e il risultato viene attribuito soltanto all’atleta che lo ha conseguito.
Si consideri, inoltre, che ci sono molti campioni che si rivolgono ad un Coach Sportivo ma che richiedono a quest’ultimo di evitare di divulgare tale notizia.
Vi sono, poi, alcuni sportivi di successo che si rivolgono ad un Mental Coach soltanto quando non riescono a conseguire più i risultati di un tempo. Questo accade perché nella stragrande maggioranza delle volte l’errore o l’ostacolo più comune non è di natura tecnica, strategica o fisica bensì psicologica.
Emblematico è il caso di Agassy, che ad un certo punto della sua eccellente carriera sportiva ebbe una fase di forte declino. Affidandosi ad Anthony Robbins (il più grande motivatore ed esponente di primo piano del mondo della Programmazione Neuro-Linguistica) nella sua veste di Sport Coach, riuscì ad eliminare tutto ciò che interferiva con la sua ottimale prestazione agonistico-sportiva, in modo da far ritorno in breve al successo di un tempo. Tutto ciò fu reso possibile soltanto intervenendo sulla componente mentale.
Joe Weider a tal proposito affermava: “ l’atteggiamento mentale dello sportivo è alla base del successo nel body building e nello sport in generale”. Affermazione sicuramente condivisibile a patto, però, che il lavoro mentale non sia proiettato unicamente al miglioramento della prestazione sportiva, in quanto un corretto impiego del Coaching Sportivo deve intervenire sull’igiene psico-comportamentale complessiva dell’atleta e durante le 24 ore della giornata. Un intervento a 360° è indispensabile per diventare sportivi di successo.
Durante i miei seminari evidenzio sempre questo concetto fondamentale, dal momento che consente al cliente, da un lato, di implementare ed aver un maggior controllo della prestazione sportiva, dall’altro, di gestire i propri stati d’animo nella vita quotidiana. Non dimentichiamo che l’atleta medio, come tutti, deve adempiere a tanti altri doveri oltre a quello sportivo. E se nell’affrontare le naturali problematiche della vita di ogni giorno gli stressors diventano intensi e frequenti, si rifletteranno inevitabilmente sulla prestazione sportiva stessa, influenzandola negativamente. Spesso i problemi di una prestazione scadente provengono proprio da fattori secondari o esterni alla prestazione sportiva: insoddisfazione o problemi nel proprio impiego lavorativo , gestione dei doveri familiari, relazioni personali, salute, problemi economici, mancanza di tempo per sovraccarico lavorativo (oppure molto spesso solo scuse per non trovarne per allenarsi), lievi disturbi mentali latenti e non (depressione, ansia, schizofrenia, disturbo bipolare ecc.) e altre cause di varia natura (imprevisti, traffico, ecc.) possono esserne la causa.
Sta a noi eliminarne gli effetti per ottenere i risultati attesi: come sempre, e una questione di “ muscoli & cervello”.

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Bibliografia
Fanelli vincenzo,Coaching e pnl, editore: mylife, 2010
Paola leonardo, Wellness coaching. come aiutare se stessi e gli altri a vivere meglio,editore: mylife2010
Robert dilts,il manuale del coach, nlp italy
Ted garratt, pnl per lo sport, nlp italy,2008
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