QIGONG – L’ARTE DEL RESPIRO

(Daniele Cozzini)

Il termine qigong vuol dire tecnica del respiro o tecnica dello spirito, indicando l’arte di far circolare l’aria nel modo più adatto per raggiungere e mantenere il benessere psicofisico.

Indica infatti tutto quello che può essere fatto per operare sul Qi: dal lavoro fisico sul corpo, muscoli, giunture, organi interni, alla regolazione del respiro, della mente e del cuore; dal lavoro fatto su se stessi, interiormente, a quello fatto in relazione al mondo esterno e agli individui intorno a noi.

Tutte le tecniche di pratica interiore del sistema “corpo – respiro – mente” è Qigong, composto dai due ideogrammi: “Qi” e “Gong”.

Qi sta per ENERGIA comprende le fonti di energia come il cibo e l’aria, viene definito anche soffio vitale e Gong sta per “pratica” o “lavoro meritorio”,  indica tutto quello che può essere fatto per operare sul Qi, dal lavoro fisico sul corpo, muscoli, articolazioni, organi, sino alla regolazione del respiro e della mente.

Gli stili del qigong sono numerosissimi, si differenziano in primo luogo in base alla filosofia di vita a cui fanno riferimento, troviamo quindi scuole taoiste, buddiste, confuciane, oppure in base alla finalità: marziale, medica, ecc.

In questo caso porremo l’attenzione più sul qigong medico che si occupa  del mantenimento della salute, la prevenzione delle malattie e il rallentamento dell’invecchiamento.

La pratica del qigong si fonda su tre pilastri fondamentali: la posizione e l’uso del corpo, la respirazione  e l’intenzione.

La postura contempla tecniche dinamiche o statiche, oppure la posizione del corpo nello spazio, quindi disteso, seduto o in piedi.

Ognuna di queste varianti andrà ad incidere sull’azione tonificante o disperdente dell’esercizio. Lo Yang è il movimento e lo Yin è la stasi. Le posizioni sdraiate incideranno maggiormente sull’organo polmone e tutte le sue “attività energetiche”, le posizioni sedute lavoreranno prioritariamente sugli organi milza/pancreas e stomaco, le posture in piedi agiranno maggiormente sull’organo rene che è il depositario della cosiddetta energia ancestrale e dell’energia acquisita.

Importanti quindi per il nostro stile di vita le tecniche in piedi, data la necessità di “tonificare” l’organo rene così spesso in deficit, in seguito agli stress psicofisici della nostra civiltà industriale.

Importante nella postura è come viene mantenuta, utilizzando alcune delle posizioni base che ritroviamo nelle diverse arti marziali. In particolare le ginocchia devono essere mantenute flesse in modo che non si riesca a vedere la punta dell’alluce, ci si dovrebbe mantenere su una verticale, questo dona una maggiore stabilità. I piedi sono mantenuti, nelle posizioni di movimento, con l’apertura corrispondente alla misura delle spalle.

L’altro caposaldo del qigong è la respirazione.

L’utilizzo del naso o della bocca nella respirazione può modificare la tipologia dell’effetto energetico. Col naso diamo un maggior incipit alla tonificazione, con la bocca al drenaggio degli eccessi.

La respirazione è poco conosciuta, la pratichiamo inconsciamente e questo non ci permette di focalizzarci sul suo significato.

Questo schema ci mostra come possano essere varie le tipologie di respirazione. Se  osserviamo la prima dello schema in cui inspirazione ed espirazione vengono ripetuti velocemente in pari durata, ci sarà una aumentata produzione di adrenalina, questa viene definita respirazione nervina e ci prepara alla fuga, la attiviamo nei momenti di paura e di pericolo. Variando i modi e i tempi della respirazione, pause comprese, otterremo differenti effetti.

La respirazione può essere toracica o addominale. Variando i tempi e i modi della nostra respirazione possiamo ottenere tantissime modulazioni degli esercizi così eseguiti.

Generalmente si intende la inspirazione come tonificazione e la espirazione come drenante gli eccessi.

Un altro modo per valutare la respirazione è quella proposta da Roger Clerc in cui si analizza la respirazione secondo un ciclo di 4 secondi e si associa ogni ciclo ad un organo, una prevalenza di un ciclo nella rotazione respiratoria ci permette di evidenziare una carenza o un eccesso presso uno di questi organi. Il ciclo comprende una prima inspirazione addominale per proseguire con una inspirazione toracica passando per una apnea inspiratoria, si prosegue con una espirazione toracica seguita dalla espirazione addominale, arrivando ad una pausa espiratoria.

Inserendo queste variabili nelle sequenze del qigong possiamo ottenere differenti effetti pur con lo stesso esercizio, potremo indirizzare lo sviluppo dell’esercizio verso una tonificazione o una dispersione, verso un organo o un altro o meglio verso un movimento (dato da coppie di organi) o un altro.

Ultimo caposaldo, ma non meno importante, è la consapevolezza. Questa pratica riguarda la presa di coscienza e la visualizzazione di ciò che la nostra energia sta esercitando quando svolgiamo gli esercizi. Si parla di visualizzazione dell’energia e di visualizzazione del percorso effettuato dal nostro respiro. Questo differenzia in modo sostanziale il qi gong dai semplici esercizi fisici, la visualizzazione ha un effetto terapeutico. LA MENTE DIRIGE IL QI. Se ciò è vero diventa ovvio considerare il maggiore o minore effetto della ginnastica medica o qi gong. Nelle fasi della visualizzazione arriveremo a provocare un effettivo “riscaldamento” delle varie zone del corpo, in particolare il basso addome dove iniziano le tecniche di concentrazione, i palmi delle mani e dei piedi. Esistono diversi studi termografici che lo hanno evidenziato.

L’evidenza clinica e sperimentale mostra che la pratica del qigong in­fluenza alcuni organi e funzioni del corpo. Tra questi, il cervello, il flusso sanguigno, le funzioni cardiache, le funzioni renali, la capacità visiva, ecc. Se consideriamo, alla luce delle più recenti scoperte scientifiche, la possibilità di modificare regolarizzandolo il flusso ormonale, ci permette di comprendere come il qigong lavori sulla capacità di rallentare l’invecchiamento, mantenendo le funzionalità organiche e le capacità riparatorie del nostro organismo al massimo delle potenzialità.